Telecom non vuole chiudere il call center
Proposta a sorpresa della società alle organizzazioni sindacali, ma la decisione è affidata a un referendum tra i dipendenti
NUORO. Telecom non abbandona il territorio. L’azienda telefonica ha preso una decisione clamorosa, destinata forse a far cambiare il corso delle cose anche nel Nuorese, che in questi ultimi mesi è stato letteralmente depredato dallo Stato. Dopo una trattativa che si è protratta per oltre un anno, la Telecom ha lanciato una proposta ai sindacati: mantenere in attività la sede del call center di Nuoro con i sette operatori, che altrimenti avrebbero rischiato il trasferimento.
«La questione è ancora in itinere – ha precisato Domenico Ledda, sindacalista della Cisl delegato a seguire la trattativa, anche lui sorpreso dalla sortita dell’azienda telefonica –. Le trattative sono in corso e la discussione dovrà essere portata al tavolo regionale, ma il passo avanti della Telecom non può che farci piacere. Ora l’accoglimento passerà ai dipedenti che dovranno esprimersi attraverso un referendum».
I sindacati sono rimasti letteralmente spiazzati dall’affondo della Telecom, che ha anche spiegato quali siano i programmi per la Sardegna. «La nostra proposta di accordo dovrà essere sottoposta a referendum tra i lavoratori entro il 20 dicembre – hanno spiegato dall’azienda telefonica -. In caso di accoglimento non dovranno essere trasferiti i 7 dipendenti che operano nella sede, per la quale, nell’accordo del 2013, era stata invece prevista la chiusura. L’azienda ha sviluppato un nuovo modello di gestione del “caring” che permetterà di superare la societarizzazione della divisione, stabilizzando l’occupazione e mantenendo in attività 39 sedi territoriali. E Nuoro è nell’elenco delle sedi dei call center da mantenere in attività. La proposta di accordo sottoposta ai sindacati ha l’obiettivo di superare il progetto di societarizzazione della “Divisione caring” – hanno sottolineato dalla Telecom –. Ora è stato previsto di mantenere in attività 39 delle 52 sedi territoriali per le quali era stata già decisa la chiusura con trasferimento del personale».
La proposta è il frutto di un lungo confronto con i sindacati con i quali l’azienda ha affrontato tutte le problematiche del settore “caring”, che sta vivendo a livello nazionale una profonda crisi. Dopo mesi di trattative, in assenza di un’approvazione totalitaria da parte dei sindacati, in virtù della sola opposizione della Slc-Cgil, la Telecom ha deciso di sottoporre il testo a referendum tra i dipendenti della “Divisione caring services” entro il 20 dicembre. In caso di rigetto della proposta da parte dei lavoratori, la Telecom perseguirà comunque l’obiettivo di realizzare la stabilità economica del settore “caring”, mediante l’implementazione dell’accordo già firmato nel marzo del 2013. (plp)
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