I Gal esclusi dal partenariato
Mossa: «Perché non siamo stati invitati all’incontro in Provincia?»
NUORO. Perché i Gal sono stati esclusi dall’incontro avvenuto nei giorni scorsi in Provincia con i capi di gabinetto del presidente della Regione e dell’assessore alla Programmazione della giunta regionale? Lo chiede il presidente del Gal Nuorese Baronia, Giovanni Mossa, che in una nota, protesta per l’esclusione dei tre Gal della provincia dal cosidetto partenariato economico e sociale che il 10 dicembre incontrerà a Nuoro Pigliaru. In vista di quella visita in città, venerdì scorso si è tenuto, appunto, un incontro preparatorio con la partecipazione del partenariato economico e sociale, che ha illustrato i temi che saranno affrontati nel confronto con Pigliaru. «Giusto perché sia chiaro il problema – attacca Giovanni Mossa – devo ricordare che esistono due categorie di partenariati territoriali che vengono coinvolti nel processo decisionale riguardante lo sviluppo locale: il primo, detto partenariato istituzionale, comprende le istituzioni locali, il secondo, detto partenariato economico e sociale, annovera invece tutti quei soggetti portatori di interessi collettivi, quali associazioni di categoria, ordini professionali, sindacati e altre organizzazioni. Nell’incontro in Provincia sono stati invitati amministratori locali, rappresentanti di associazioni di categoria e organizzazioni sindacali, andando a comporre un’aggregazione che non appartiene a nessuna delle due categorie». La nota dolente è che i Gal invece non c’erano. «Hanno ritenuto che i Gal non fossero rappresentativi di interessi collettivi? Bene, allora occorre dire che i tre Gal della provincia incorporano nelle loro basi sociali circa 45 comuni e più di 600 imprese – rimarca – Hanno ritenuto che i Gal non avessero ruolo nella futura programmazione? Hanno sbagliato anche in questo caso, visto che la nuova programmazione dei Fondi strutturali dell’Unione europea per il periodo 2014-2020 li individua quali interlocutori insostituibili per legge. Ciò che più mi stranisce e mi preoccupa è che si possano gestire in modo così superficiale gli indirizzari, quasi si parlasse di organizzare una festicciola. No, ahimé, si tratta di decidere del futuro di un territorio sofferente, e tali scelte per risultare efficaci, devono trovare la più ampia condivisione».
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