«La vera sfida è puntare sulle imprese»
Incontro spostato a mercoledì 17. Sanna (Legacoop): «Dalla Regione vogliamo risposte concrete e non spot elettorali»
NUORO. Quale futuro per il Nuorese? La vicenda doveva essere al centro del tavolo di confronto tra la Regione, gli amministratori, i sindacati e le associazioni di categoria del territorio che era stato convocato per questa mattina. Un vertice che però è saltato all’ultimo momento. A causa di impegni improrogabili del governatore sardo. Francesco Pigliaru infatti, questa mattina, è volato a Roma per partecipare alla conferenza delle Regioni e delle Province autonome che dovrà esaminare la nuova legge di stabilità. L’incontro a Nuoro è stato rinviato a mercoledì prossimo, 17 dicembre.
Intanto undici organizzazioni di categoria (Confapi, Confartigianato, CNA, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Confcooperarative, Legacoop) scendono in campo nella partita per il futuro della Provincia. E chiedono un cambio di passo alla politica perché la condizione economica è critica.
«È una crisi eccezionale che richiede interventi straordinari – spiega Totoni Sanna, presidente provinciale della Legacoop – Tutti i settori produttivi del Nuorese sono in affanno e noi, come organizzazioni imprenditoriali, abbiamo il dovere di dare una scossa alla politica e chiedere interventi mirati. Perché è dalle imprese che bisogna partire se si vuole rilanciare l’economia del territorio». Il messaggio del mondo delle imprese è rivolto alla politica e in particolare al vertice con la Regione che, dopo il forfait di Pigliaru di oggi, dovrebbe tenersi la prossima settimana.
Il timore delle associazioni imprenditoriali è che i progetti della Regione per il Nuorese siano destinati a soddisfare più le esigenze dei sindaci e degli enti locali che quelle delle imprese. «L’incontro preparatorio che si è svolto la scorsa settimana con il capo di gabinetto della presidenza della giunta ci ha lasciato perplessi – continua Sanna – I punti all’ordine del giorno, come la messa a norma degli istituti scolastici, gli interventi per l’area urbana di Nuoro, le proposte per l’università nuorese non hanno nulla di eccezionale. Anzi. Non si può sbandierare la messa a norma degli istituti scolastici come un’attività straordinaria per rilanciare l’edilizia. Questa è un’attività ordinaria e doverosa».
Le imprese chiedono che l’incontro con il governatore Pigliaru «si basi su elementi concreti e, soprattutto, su proposte progettuali sulle quali noi ci impegniamo a fare la nostra parte». Anche perché le imprese non sono alla ricerca di consensi elettorali. «Non siamo abituati a pratiche che hanno sempre contraddistinto la classe politica – si legge in un documento congiunto firmato da tutte e undici le organizzazioni di categoria – Quello che a noi interessa è la tenuta e lo sviluppo delle aziende del territorio. Nulla di più».
Le associazioni di categoria temono che il vertice di Nuoro si trasformi in una passerella per amministratori e politici invece che in un momento di confronto per risolvere la crisi di un territorio messo in ginocchio da una crisi che non accenna ad arrestarsi, anzi.
«Noi faremo proposte concrete nell’incontro di mercoledì prossimo, ma vogliamo altrettante risposte dalla Regione. Non c’è più tempo da perdere». Sul tavolo potrebbe esserci la richiesta di una fiscalità di vantaggio per l’area del Nuorese e un piano per valorizzare l’agroalimentare. «Auspichiamo che tutte le istituzioni siano dalla parte delle imprese e delle associazioni che le rappresentano, perché solo le imprese possono creare lavoro, benessere e sviluppo», ricorda Totoni Sanna.
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