Così non va, scende in piazza la protesta
Anche in città il corteo per lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil. «Basta con le promesse, vogliamo risposte»
NUORO. Al grido «Così non va» ieri in centinaia sono arrivati da tutta la provincia per partecipare al corteo organizzato a Nuoro in occasione dello sciopero generale proclamato da Cgil e Uil. In testa il segretario provinciale della Cgil, Salvatore Pinna, insieme al segretario provinciale della Uil, Felicina Corda, e al sindaco di Siniscola Rocco Celentano, che ha sfilato con la fascia tricolore a fianco dei lavoratori cassintegrati della sua città.
La città ieri mattina si è colorata con le bandiere e i palloncini rossi e blu della Cgil e della Uil e le vignette con Matteo Renzi nei panni di Pinocchio. In piazza per lo sciopero generale c’erano anche i pensionati, gli studenti universitari e le delegazioni dei lavoratori di Ottana Polimeri, Ros Mary e Legler di Siniscola.
Un corteo ordinato che è partito da piazza Quadrivio, ha attraversato tutta la città ed è arrivato in via Deffenu dove si è tenuto il comizio conclusivo: «Siamo qui per chiedere lavoro, nulla di più», hanno detto gli organizzatori.
Dura la posizione del segretario provinciale della Uil, Felicina Corda: «Il paese sta andando sempre più giù: il debito sale e la disoccupazione aumenta. Ma i nostri governanti sono sordi: l’anno prossimo le spese per il funzionamento della presidenza del Consiglio aumenteranno del 6 per cento e così quelle per la presidenza della Repubblica e per gli organi costituzionali. Non possono venire a dirci che non ci sono soldi. I soldi ci sono ma finiscono tutti a Roma. La corruzione, ormai, è un buco nero come dimostrano gli ultimi fatti di cronaca».
Per il segretario della Uil è necessario far ripartire l’Italia e, soprattutto, la Sardegna. «Il governo regionale è sordo, non fa altro che aggravare la crisi – le ha fatto eco il segretario provinciale della Cgil Salvatore Pinna – È da mesi che chiediamo alla giunta guidata da Francesco Pigliaru un incontro e invece nulla. Ora aspettiamo il suo arrivo a Nuoro la prossima settimana e gli chiederemo cosa ha intenzione di fare per tutti quei lavoratori che dal 1° gennaio 2015 resteranno senza ammortizzatori sociali. Nel Ñuorese la crisi è più dura che nelle altre province sarde. Le industrie stanno andando via, molte hanno già chiuso lasciando a casa migliaia di lavoratori che ora non hanno più alcuna speranza per il loro futuro».
Sul palco anche una cassintegrata della Ros Mary, l’ex calzificio di Siniscola: «Tra meno di un mese non avremo più neanche il misero assegno mensile della cassa integrazione. E non abbiamo alcuna prospettiva. Più volte abbiamo chiesto al presidente Pigliaru di riceverci, ma non ci ha mai risposto. Noi non vogliamo assistenza, vogliamo un lavoro».
Anche gli studenti universitari hanno fatto sentire la loro voce. «Diciamo basta a una politica che non investe sulla ricerca e sull’istruzione e, soprattutto, sui giovani. Siamo noi il futuro di questo paese, o almeno così dovrebbe essere».
In piazza anche i lavoratori di Ottana Polimeri, in presidio da oltre un mese nel piazzale della fabbrica. Dove ieri, prima di andare a Nuoro per il corteo, hanno avuto uno scontro con il proprietario dell’azienda Paolo Clivati che avrebbe intenzione di smantellare gli impianti. (g.z.)
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