Scontro al vetriolo sulle spese correnti
Macomer, botta e risposta tra il consigliere di minoranza Giuseppe Ledda e il sindaco Antonio Succu
MACOMER. Botta e risposta al vetriolo tra il consigliere di minoranza Giuseppe Ledda e il sindaco Antonio Succu sulle spese correnti che, secondo Ledda, sarebbero cresciute in modo “abnorme”. Aumenti che, in un momento di crisi che morde ferocemente in tutti i settori ed erode costantemente i già precari bilanci familiari, secondo Ledda, non trovano giustificazione. «Siamo in presenza del fallimento della politica di contenimento dei costi gestionali, solennemente annunciata dalla sua amministrazione anche con la lettera inviata ai cittadini la primavera scorsa – scrive Ledda nella sua interpellanza –, a cui fa da contraltare il pesante ed insostenibile aumento dei tributi locali, che costringe i contribuenti macomeresi a sborsare 1,6 milioni di euro in più rispetto a quanto pagato nel 2013. Sarebbe bastata un’oculata azione di controllo delle spese correnti, mantenendole entro il livello del 2013, per fissare la Tasi all’1 per mille anziché portarla all’aliquota massima del 2,5 mille, come ha scelto di fare la sua giunta e come sanno i contribuenti che in questi giorni devono far fronte al pagamento della seconda rata. Siamo in presenza di incrementi assurdi di alcune voci di spesa – conclude Ledda – che fanno pensare ad una gestione superficiale dei costi di alcuni servizi». Sotto la lente d’ingrandimento di Ledda, sono finite le spese per la cancelleria, telefoniche, idriche, energia elettrica e postali; in un caso (cancelleria e stampati) più che raddoppiata rispetto al 2013. La risposta di Succu non si è fatta attendere e, senza mai nominarlo, taccia Ledda di demagogia a buon mercato.
«È opportuno precisare – scrive Succu – che questa amministrazione: ha messo in atto tutti i provvedimenti necessari al contenimento della spesa istituendo un “ufficio energia” nel quale opera un ingegnere competente; ha scoperto utenze abusive dai consumi abnormi; ha rinunciato ai telefoni di servizio per sindaco e assessori, i quali utilizzano quelli personali anche per il servizio pubblico; sta procedendo ad una responsabilizzazione di tutti i titolari di utenze pagate dal comune, talvolta non appropriatamente. Le spese di cancelleria sono quelle richieste dal personale che, se il consigliere ritiene, potranno essere ancora più attentamente verificate, ma non credo siano usi distorti. Non abbiamo grande spazio di manovra sulle tariffe, ma stiamo lavorando sulla progettualità dell’efficientamento energetico al fine di produrre risparmio economico e valorizzazione del patrimonio comunale. Non oso pensare a cosa sarebbe stata la spesa – conclude Succu – senza le azioni e i provvedimenti che questa amministrazione sta adottando».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
