Autunno in Barbagia, Orune invasa dai visitatori
Grande folla in paese per l’ultima tappa dell’edizione 2014 di Cortes apertas Nel piccolo centro sui monti messi in mostra i tesori della tradizione
ORUNE. Incredibile ma vero. Una fiumana di gente ieri ha invaso Corso Repubblica, le strade e le viuzze del piccolo centro che ha esposto nelle domos, nelle cortes e nei laboratori i spaeri della tradizione a parte decine di presepi artistici, monumenti intervallati da punti di ristoro per i visitatori. Oltre 30 pullman e svariate centinaia di macchine hanno invaso la periferia sino al rione di Su Pradu. L’ultima tappa di “Autunno in Barbagia”, insomma, ha chiuso alla grande.
«C’è stata una buona affluenza anche sabato, non ci lamentiamo» è quasi un ritornello di tutti gli espositori. «Orune ancora una volta si conferma come un polo di attrazione importante. È un comune che attira l’attenzione. Questo è un premio anche per chi propone a livello provinciale e regionale ed è una risposta al fatto di ieri – dice il sindaco Michele Deserra che parla di getto senza negare grande soddisfazione –. Non c’è una priorità, sono tutte cose da vedere.Tengo a sottolineare il ritorno a Orune de sa preda iscritta, la pietra miliare che segnava Orune-Nuoro 27 km, risalente al 1820, di cui parla Bachisio Zizi in Erthole».
Orune ancora una volta ha messo in vetrina il suo patrimonio di valori culturali e della tradizione, oltre la varietà dei prodotti agro-zootecnici e derivati. È la sagra della creatività degli orunesi e della atavica ospitalità. Ecco le due mostre fotografiche: “... Manos” a cura dei bambini, educatrici della ludoteca, e “Get Back-un ritorno al passato” di Alessandro Piga. Quindi le creazioni tessili di Nietta Condemi De Felice e artistiche e ceramiche di Simona Ciusa; la personale di pittura di Dina Montesu, ma anche istrumpeddos, lavorazione del sughero a cura di Giovanni Antonio Barracca; l’esposizione del richiamo orunese di Maria Lucia Monni e la lavorazione de Sa Burra (tappeto tipico); tramas de oro di Carmela Filomena Monni con esposizione abiti tradizionali; le personali di pittura di Antonia Monni e Maria Bonaria Pala, oltre sa cotta de sos biscottos, mostra fotografica di Orune dal 1800 al 1960, laboratorio ludico-didattici con materiali da riciclo, “Tenores in sos tempos”. I visitatori hanno preso d’assalto le poste della lavorazione e degustazione dei prodotti locali, della scrematura del latte e preparazione della panna e del burro. Poi la vestizione de s’isposa, la presentazione di “L’Ora più bella”, raccolta di racconti di Caterina Sanna e “contos in sas cortes”, frammenti di ricordi con attori e tenores locali e nel bar Gattu il video delle feste locali e mostra fotografica con poesie di artisti locali. A completare le visite a Su Tempiesu e Santu Efis. Infine il grande richiamo dei canti e balli in Su Carminu.
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