La Nuova Sardegna

Nuoro

Appello per l’università: «Basta con le incertezze»

Francesco Pirisi
Appello per l’università: «Basta con le incertezze»

Le associazioni studentesche chiedono che il consorzio diventi il Terzo polo Ausf e Adaipp: «Sicurezza sul numero dei corsi e sulle finanze della Regione»

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NUORO. L’università come strumento di traino per un territorio che altrimenti in pochi decenni potrebbe anche tirare le cuoia. L’obiettivo è un polo stabile e che non viva nell’incertezza del numero dei corsi e delle finanze della Regione. L’istanza è firmata dalle associazioni studentesche, Ausf e Adaipp che si sono riunite nei giorni scorsi in città, insieme ai dirigenti degli atenei di Cagliari e Sassari, presenti da oltre 20 anni con i corsi gestiti dal consorzio. Gli studenti hanno chiesto certezze sul futuro: «Vogliamo sapere in che misura siete disposti a investire per la sede nuorese, che noi vogliamo diventi il terzo polo dell’isola», ha detto Maria Francesca D’Antoni, presidente dell’Adaipp, sodalizio che riunisce gli allievi dell’indirizzo giuridico. Francesca Puddu, a capo dei soci dell’Ausf, l’associazione corrispondente per la laurea in Scienze Ambientali e Forestali: «È necessario sia rivitalizzare i corsi, sia renderli maggiormente funzionali agli sbocchi professionali». Una richiesta specifica in questo settore è stata quella di portare a Nuoro la scuola forestale, per la quale ha preso precisi impegni il comandante dei “ranger” sardi, Gavino Diana. In sala per iniziare a dare le prime riposte, il direttore del dipartimento di Giurisprudenza, Giampaolo Demuro, e Agraria, Giuseppe Pulina, insieme a Pietro Luciano, delegato del rettore turritano, Massimo Carpinelli. Con loro il sindaco Alessandro Bianchi, che ha ribadito la centralità della sede accademica per il futuro della città e del territorio: «È stato il primo tema affrontato con il governatore Pigliaru». Le volontà dei dirigenti universitari non sono meno determinate e chiare. Demuro: «Noi vogliamo stare qui con i corsi e i master. Trovo inaccettabile che si debba andare a studiare fuori, a Pisa o alla Luiss, ad esempio, quando in Sardegna abbiamo la possibilità di offrire un’ottima formazione». Pulina fa quasi un discorso di necessità: «Di questa provincia si parla spesso solo per evidenziare questa o quell’emergenza. Bisogna invertire la logica e dare soluzioni a comunità che chiedono di allargare la base di intelligenze e formazione». A dare speranze il fatto che non si sia all’anno zero. Nata nel 1992 la sede nuorese ha laureato 1200 studenti. A iniziare da chi ha conseguito il titolo nel primordiale corso di laurea triennale in Pubblica amministrazione e governo locale, poi abbandonato, per proseguire con chi è diventato dottore in Scienze Forestali e Ambientali, e oggi lavora in Sardegna ma anche all’estero. Una scuola quest’ultima che continua a rappresentare lo zoccolo duro dell’offerta formativa del consorzio di via Salaris, insieme al corso in Diritto delle Amministrazioni e delle Imprese pubbliche e private, a Infermieristica, alle lauree magistrali in Giurisprudenza (in videoconferenza) e in Sistemi forestali e ambientali. In aggiunta i master e i centri di ricerca. Gli iscritti sono 850: «Un numero che si è raddoppiato in questi anni», spiega Caterina Loi, commissario di un consorzio che da un momento all’altro aspetta di trasformarsi in fondazione. Una provvisorietà che non aiuta le soluzioni future, anche se a creare le maggiori apprensioni è l’incertezza dei finanziamenti.

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