Chiusura dell’ufficio del giudice di pace, protesta la minoranza
Parole di fuoco contro la giunta e il sindaco Antonio Succu «Una sconfitta per Macomer e per tutto il territorio»
MACOMER. È datata 26 aprile 2013 la richiesta al ministero di Grazia e Giustizia dell'allora sindaco Riccardo Uda per il mantenimento dell'ufficio del giudice di pace in città per evitare la soppressione e garantire al territorio l'importante servizio. Nel marzo del 2014 il ministero comunica e individua le sedi ammesse a mantenere l'ufficio che comprendeva anche quello del capoluogo del Marghine con la clausola perentoria entro 60 giorni, pena l' inammissibiltà di accettazione della richiesta. La procedura prevedeva in base agli articoli di legge l'individuazione di locali idonei ad accogliere l'ufficio e il personale destinato a svolgere le mansioni di supporto giurisdizionale da avviare alla fase formativa. Il 10 novembre è invece arrivata la decisione di chiudere definitiva l'ufficio del giudice di pace, firmata dal Ministro Andrea Orlando. In una conferenza stampa l'intero gruppo di opposizione in consiglio comunale (Riccardo Uda, Federico Castori, Giuseppe Ledda, Giuseppe Pirisi e Gianfranca Deriu) ha espresso il proprio disappunto per l'inadempienza da parte dell'amministrazione comunale per il mancato mantenimento dell'importante servizio per tutto il territorio. «Il 2014 si chiude in modo disastroso per la nostra città con la perdita di importanti strutture come la casa circondariale e l’ufficio del giudice di pace con pesanti ripercussioni sull'economia del territorio – hanno protestato i consiglieri d’opposizione –. Il sindaco e l'amministrazione avrebbero dovuto provvedere entro i 60 giorni richiesti dal ministero a presentare tutte le informazioni necessarie per il mantenimento del servizio del Giudice di pace e invece la giunta guidata da Antonio Succu, con le proprie inadempienze, si è assunta la pesante responsabilità di portare il ministero alla revoca della decisione di mantenere il giudice di pace a Macomer, come si era stabilito nella fase di avvio della riforma. Questa linea fallimentare di disimpegno dell'amministrazione comunale – spiegano i consiglieri di minoranza – non poteva che produrre il risultato della revoca del servizio. Una situazione analoga si è verificata per il carcere, a seguito di una linea miope e perdente adottata dalla giunta Succu già dalla fase iniziale quando si è rinunciato a contrastare con forza i piani di chiusura del carcere». Una sconfitta per Macomer e per tutto il territorio la perdita dell’ufficio del giudice di pace. La città, infatti,dopo la grave e pesante crisi industriale e la chiusura di diverse attività produttive, continua periodicamente a perdere anche i servizi danneggiando così tutto il territorio. Intanto, anche se non è ufficiale, sarà trasferita a Bosa nella prossima primavera la locale tenenza della guardia di finanza, da trenta anni in città, e nei prossimi mesi chiuderà i battenti l’agenzia delle entrate con gravi ripercussioni per tutto l'indotto.
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