I russi della Pegas ora lasciano Arbatax
Tra le principali ragioni della decisione ci sono la grande crisi internazionale e la chiusura dell’aeroporto di Tortolì
ARBATAX. L’aeroporto di Tortolì è chiuso oramai da quattro anni. E Pegas Touristik, il più grande tour operator dell’ex Ussr, che dal 2011, ogni mese, fa giungere diverse di migliaia di turisti russi all’Arbatax park resort e in altre strutture ogliastrine, va via. Giovedì la sua Pegas Italy slr ha scritto all’Arbatax park resort: «Vi confermiamo ufficialmente che il tour operator Pegas Touristik ha deciso di interrompere la programmazione per il 2015». Dopo avere spiegato il perché della decisione del tour operator russo – che è anche proprietario di una compagnia aerea, la Nord Wind Airlines, che effettua anche collegamenti transcontinentali – Pegas Italy conclude con un passaggio importante: «Ribadiamo che il coinvolgimento di molte realtà turistiche, sia russe che europee in generale, passa ovviamente dalla possibilità di utilizzare l’aeroporto, che consentirebbe quel salto di qualità e competitività assolutamente indispensabili per essere in linea con le aspettative del mercato e più convincenti e attraenti di qualsiasi tipo di concorrenza». La nota è stata inviata all’Arbatax park resort, del Gruppo Mazzella. E Giorgio Mazzella ha subito commentato: «Nella stagione turistica conclusasi a metà ottobre si sono registrate 40mila presenze di vacanzieri russi fatti giungere da Pegas Touristik, mentre negli anni precedenti si sono toccate punte anche superiori alle 50mila presenze. E non solo nel nostro Apr, ma anche in altre strutture ogliastrine, sia di Tortolì-Arbatax che di Baunei e Cardedu. Con lo scalo aereo tortoliese chiuso, tutto questo cade. Non credo più in interventi della Regione e di altre istituzioni: se vogliono fare morire l’Ogliastra, questa è la ricetta migliore».
La nota di Pegas Italy precisa: «Legate alla decisione del tour operator ci sono ovviamente tutte le motivazioni relative all’attuale situazione economica in Russia, particolarmente preoccupante e complicata, oltre che ragioni di competitività». La nota prosegue: «Come ben sapete abbiamo fatto tutto il possibile per riuscire nell’impresa di utilizzare l’aeroporto di Tortolì-Arbatax (compresi studi di fattibilità) al fine di dare una spinta forte a questo mercato, che aveva scelto la zona di Arbatax, grazie alla nostra capacità persuasiva, commerciale e di marketing, e ai sacrifici economici da voi fatti, pur di riuscire a dare al territorio una grande chance di sviluppo». Mazzella rimarca: «Già nel 2012, con lo scalo chiuso, saltò la possibilità di un volo giornaliero dalla Russia con un aereo da un centinaio di posti. E dire che l’allora assessore regionale al Turismo, Crisponi , promise un aiuto. Poi si sarebbe vantato di averlo dato, nonostante non corrisponda al vero».
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