Il Comune va contro Abbanoa
Il sindaco Dionigi Deledda: «Niente slacci delle utenze idriche»
ORGOSOLO. Il sindaco ordina: «Niente slacci delle utenze idriche». La protesta contro Abbanoa vede in prima linea l'amministrazione del borgo dei murales. Si dichiara stanco di dover ricevere segnalazioni di provvedimenti arbitrari e ingiusti il primo cittadino di Orgosolo. Provvedimenti arroganti e vessatori, con i quali si minacciano gli utenti, preannunciando la chiusura degli approvvigionamenti e perfino degli scarichi fognari. «Una vergogna inaccettabile – dichiara l'amministratore orgolese, che commenta – un tempo un bicchiere d'acqua non si negava nemmeno al nemico». Invoca, poi, l'attenzione delle istituzioni ai vari livelli Dionigi Deledda «affinché si ponga immediatamente fine – dichiara – ad una pratica, che ha già causato troppi danni alle nostre comunità». Invitando, inoltre, ad una reazione unanime gli enti locali, nell'adozione del medesimo provvedimento urgente, con il quale si mettono fuorilegge i sigilli alle utenze domestiche. Provvedimento, che ha fatto seguito, inoltre, a quello del collega olianese Salvatore Serra, il primo ad averlo firmato qualche mese fa. «In qualità di rappresentanti del territorio – spiega il primo cittadino di Orgosolo – abbiamo il dovere di tutelare la nostra gente e le nostre comunità da abusi, indegni per un ente pubblico». «Come si può tollerare la negazione di un bene primario e collettivo, qual è l'acqua – si chiede il sindaco – impedendo ad una famiglia, spesso in presenza di malati, anziani o bambini, di poter far fronte alle più elementari esigenze, bisogni e necessità?». La questione diventa ancor più assurda, viene fatto osservare, se si pensa che il gestore unico sardo amministra l'acqua di quasi tutti i municipi isolani, utilizzando risorse regionali e fruendo di opere infrastrutturali e condotte, costruite con i soldi di tutti. «Da tempo – racconta Dionigi Deledda – veniamo a conoscenza di bollette domestiche spropositate, che ricomprendono più annualità e sulle quali si applicano tariffe particolarmente esose, che presumono consumi irragionevoli perfino per una caserma o un albergo». (ma.s.)
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