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Nuoro

Addio al giudice di pace: il sindaco contrattacca

di Paolo Maurizio Sechi
Addio al giudice di pace: il sindaco contrattacca

Macomer, Succu non accetta l’accusa di inadempienza da parte della minoranza «Questa amministrazione continuerà a lottare per mantenere i servizi in città»

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MACOMER. Dopo l’intervento dell’intero gruppo di minoranza in consiglio comunale che ha sottolineato, durante la conferenza stampa congiunta, il progressivo processo di indebolimento del ruolo della città come centro di servizi e polo di attrazione dell’utenza esterna dopo la recentissima chiusura della casa circondariale e dell’ufficio del giudice di pace, interviene il sindaco, Antonio Succu, che con una nota difende l’operato dell’amministrazione comunale da lui guidata.

«Ben conoscono i cittadini tutto l’impegno profuso dall’amministrazione comunale e che sta ancora profondendo nella difesa del territorio con il coinvolgimento del consiglio comunale, dei rappresentanti del Parlamento isolani e della Regione. Di grande risalto è stato il consiglio comunale aperto dell’agosto scorso, convocato dal sindaco di fronte alla struttura carceraria, l’incontro con il presidente Pigliaru e la rappresentanza parlamentare sarda con il Ministro della giustizia, promosso dalla nostra amministrazione che è servito a prorogare la chiusura. Non è detta l’ultima parola – aggiunge il primo cittadino di Macomer – perchè la nostra azione a difesa della struttura continua, pur in condizioni impari, essendo il potere decisionale nelle mani dei burocrati del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria».

La minoranza in Comune ha accusato di inadempienza e inadeguatezza l’amministrazione comunale nell’affrontare il problema della chiusura dell’ufficio del giudice di pace. E anche su questo argomento il sindaco Antonio Succu risponde: «Questa amministrazione è stata adempiente, corretta e concreta sotto ogni profilo coinvolgendo tutti i sindaci del Marghine e della Planargia che insieme hanno avanzato richieste specifiche al Ministero, anche se sono rimaste senza risposte».

«La lotta continua insieme ai comuni di Tortolì e Siniscola – aggiunge il primo cittadino – che si trovano nella nostra stessa situazione anche se speranze di mantenere il servizio sono ridotte al lumicino e solo qualche iniziativa parlamentare potrà salvarlo. Dispiace che tanto lavoro non dia il risultato sperato – conclude l’amministratore comunale macomerese– e che sia pure oggetto di sciacallaggio politico».

Intanto dopo la chiusura degli importanti servizi in città ora si parla anche del probabile trasferimento della Tenenza della Guardia di Finanza a Bosa. Un’altra battaglia tutta da combattere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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