Addio al giudice di pace: il sindaco contrattacca
Macomer, Succu non accetta l’accusa di inadempienza da parte della minoranza «Questa amministrazione continuerà a lottare per mantenere i servizi in città»
MACOMER. Dopo l’intervento dell’intero gruppo di minoranza in consiglio comunale che ha sottolineato, durante la conferenza stampa congiunta, il progressivo processo di indebolimento del ruolo della città come centro di servizi e polo di attrazione dell’utenza esterna dopo la recentissima chiusura della casa circondariale e dell’ufficio del giudice di pace, interviene il sindaco, Antonio Succu, che con una nota difende l’operato dell’amministrazione comunale da lui guidata.
«Ben conoscono i cittadini tutto l’impegno profuso dall’amministrazione comunale e che sta ancora profondendo nella difesa del territorio con il coinvolgimento del consiglio comunale, dei rappresentanti del Parlamento isolani e della Regione. Di grande risalto è stato il consiglio comunale aperto dell’agosto scorso, convocato dal sindaco di fronte alla struttura carceraria, l’incontro con il presidente Pigliaru e la rappresentanza parlamentare sarda con il Ministro della giustizia, promosso dalla nostra amministrazione che è servito a prorogare la chiusura. Non è detta l’ultima parola – aggiunge il primo cittadino di Macomer – perchè la nostra azione a difesa della struttura continua, pur in condizioni impari, essendo il potere decisionale nelle mani dei burocrati del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria».
La minoranza in Comune ha accusato di inadempienza e inadeguatezza l’amministrazione comunale nell’affrontare il problema della chiusura dell’ufficio del giudice di pace. E anche su questo argomento il sindaco Antonio Succu risponde: «Questa amministrazione è stata adempiente, corretta e concreta sotto ogni profilo coinvolgendo tutti i sindaci del Marghine e della Planargia che insieme hanno avanzato richieste specifiche al Ministero, anche se sono rimaste senza risposte».
«La lotta continua insieme ai comuni di Tortolì e Siniscola – aggiunge il primo cittadino – che si trovano nella nostra stessa situazione anche se speranze di mantenere il servizio sono ridotte al lumicino e solo qualche iniziativa parlamentare potrà salvarlo. Dispiace che tanto lavoro non dia il risultato sperato – conclude l’amministratore comunale macomerese– e che sia pure oggetto di sciacallaggio politico».
Intanto dopo la chiusura degli importanti servizi in città ora si parla anche del probabile trasferimento della Tenenza della Guardia di Finanza a Bosa. Un’altra battaglia tutta da combattere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
