La Nuova Sardegna

Nuoro

Abbanoa in Provincia: «Mai più bollette pazze»

di Valeria Gianoglio

L’ente unico lancia da Nuoro l’operazione trasparenza e chiede l’aiuto dei sindaci «Sostituiremo 720mila contatori e calcoleremo i consumi reali e non presunti»

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NUORO. «Le reti bucate? Quelle purtroppo le abbiamo ereditate e non è facile sostituirle. Quanto a chi pensa sempre ai bei tempi andati, beh, io dico che belli non lo erano mica tanto. E ve lo dico da nuorese perché ricordo che c’erano intere estati nelle quali Nuoro restava senz’acqua». Una platea di consiglieri provinciali davanti, qualche sindaco e assessore che fanno capolino con una corposa lista di reclami da fare, la giunta provinciale tutt’intorno, alla prima audizione assoluta dei vertici di Abbanoa in consiglio provinciale, l’amministratore della società, Alessandro Ramazzotti, esordisce togliendosi i primi sassolini dalle scarpe. Sollecitato da una interrogazione presentata qualche tempo fa dal consigliere Gesuino Beccari, lui e il direttore generale dell’ente unico, Sandro Murtas, ieri mattina nel palazzo di piazza Italia lanciano una sorta di operazione-trasparenza fatta soprattutto di collaborazione con i sindaci e di lotta senza quartiere alle tristemente celebri “bollette pazze”.

Sì, perché dopo aver risposto per le rime «a chi dice, senza sapere, che Abbanoa sia un’azienda sull’orlo del fallimento», e dopo aver precisato che invece «l’azienda ha i conti in ordine» e dà lavoro a 1400 dipendenti, l’ad Ramazzotti annuncia, non senza un pizzico di orgoglio, che «Abbanoa è una delle poche aziende che non chiede il pagamento dei consumi presunti».

Subito dopo, forse pensando alle centinaia di reclami arrivati alla società proprio per consumi mai realizzati, Ramazzotti si corregge e precisa che «le letture effettive di ogni contatore si stanno facendo da qualche mese», e che prima, sì, era proprio un’altra storia.

Sotto l’albero di Natale, insomma, i consumatori nuoresi e non solo, troveranno una lieta novella: finiti i tempi delle bollette pazze, frutto spesso di consumi mai consumati e di letture di contatori fatte nei tempi che furono, stando agli annunci fatti ieri in Provincia dai vertici di Abbanoa cominciano tempi rivoluzionari: letture dei contatori fatte ogni sei mesi, due bollette all’anno che arriveranno nelle case, e per ciascuna sarà possibile dividere il pagamento in tre rate.

E chi, entro il 31 dicembre, decide di “domiciliare” la bolletta, ossia di dare l’autorizzazione per farne prelevare l’importo dal proprio conto corrente, si vedrà restituire anche l’importo dell’odiatissimo deposito cauzionale versato. Un deposito che, precisa Sandro Murtas, è stato imposto dall’autorità nazionale.

«Stiamo cercando in ogni modo di andare incontro ai cittadini – spiega ancora Ramazzotti – è finito il tempo delle bollette sui consumi presunti. Quanto ai problemi del passato, alle bollette arrivate nelle case a distanza di anni, siamo pronti a risolvere tutto con la conciliazione, ovvero trattando con i cittadini la rateizzazione. Del resto, non è colpa dei cittadini se per diversi anni in diverse case non sono arrivate le bollette».

Più che operazione-trasparenza, insomma, quella che Abbanoa sembra voler lanciare ieri in Provincia è una specie di operazione-bontà, che a Natale casca proprio a fagiolo. Sandro Murtas precisa, infatti, che Abbanoa sta sostituendo ben «720mila contatori», e che da adesso in poi proprio quei contatori «diventeranno uno strumento di garanzia, e non uno strumento di terrore», perché «la fattura sarà a saldo, sarà più comprensibile, sarà sui consumi fatti e non presunti».

Per fare tutto questo e per andare incontro ai cittadini, tuttavia, Abbanoa chiede la collaborazione dei sindaci. «Se ci mettete a disposizione anche un dipendente comunale – dicono i vertici dell’ente ai primi cittadini – ci piacerebbe che ogni Comune aprisse uno sportello Abbanoa per aiutare i propri residenti».

Poco dopo, il sindaco di Siniscola, Rocco Celentano, ricorda ai due responsabili dell’ente unico che in tanti comuni l’acqua viene fatta pagare come potabile anche se non lo è. Su questo punto Murtas risponde che a suo parere è necessario che chi fissa le tariffe dell’acqua, come l’Ato, dovrebbe introdurre una tariffa per “l’acqua non potabile”.

Quanto al progetto, che vede sempre Siniscola in prima fila, per sfruttare il bacino carsico sotto il Montalbo, Abbanoa continua a spiegare di non essere contraria. «Ma prima di tutto – spiega ancora Sandro Murtas – servirebbe un test, una sperimentazione per poi decidere i passi successivi da compiere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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