La Nuova Sardegna

Nuoro

le critiche dell’opposizione

«Pensato solo per dare volumetrie»

Pierluigi Saiu, capogruppo del Pdl, sottolinea le incongruenze

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NUORO. «Questo è un Puc pensato solo per dare nuove volumetrie, ostaggio di una concezione superata della programmazione urbanistica, che rimanda a chi verrà la soluzione pratica di problemi complicati come Testimonzos, lontano dalla realtà e dai bisogni di Nuoro. Chi governerà la città sarà costretto a intervenire ancora, perché questo è un Puc da cambiare» sono parole pesanti quelle di Pierluigi Saiu, capogruppo del Pdl in consiglio comunale, che racchiudono il pensiero dell’opposizione di centrodestra, tanto che al momento dell’approvazione i consiglieri sono usciti dall’aula.

«A cinque anni dalla sua adozione – ha sottolineato Saiu – è chiaro che su questo Puc occorrerà intervenire ancora. Il Piano urbanistico comunale è tornato in consiglio per la quarta volta per votare le osservazioni dei cittadini, come richiesto dalla Regione. La nuova amministrazione comunale che sarà eletta a maggio sarà costretta ad aggiustare un Puc che presenta moltissimi problemi. Intanto programma solo fino al 2020 e quindi ha un respiro piuttosto corto, perché quest’amministrazione ha perso moltissimo tempo. Ci sono infatti voluti tre anni solo perché le osservazioni venissero discusse – ha continuato il capogruppo del Pd –. E quando è arrivato in aula era incompleto, mancava la Vas e poi è stato necessario correggere errori, adeguarsi alle prescrizioni della Regione e rispedirlo a Cagliari due volte».

«Ma questo Puc muove da alcune premesse sbagliate: per consentire nuove volumetrie si è ipotizzato che Nuoro arriverà a avere 44mila abitanti, ma nessuno ha spiegato come. Quali leve verranno attivate per ottenere questo incremento demografico? Quali strategie verranno messe in campo? – ha concluso Saiu –. Così come insostenibile appare la previsione di standard per 77.000 persone. Cioè scuole, parchi, impianti sportivi per un numero di cittadini addirittura doppio rispetto all'attuale. Come le riempiremo quelle scuole? Come li cureremo quei parchi? Basterebbe fare un giro per la città per rendersi conto del degrado che soffoca già oggi molte aree verdi cittadine».

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