Perequazione, compensazione, credito
Sono questi i tre nuovi strumenti del Puc previsti dall’amministrazione per favorire la sinergia tra pubblico e privato
NUORO. Un piano urbanistico che tenda una linea di equilibrio tra lo sviluppo socio-economico e la qualità della vita. In più il fatto di norme e scelte nate e da sviluppare nel confronto con la popolazione. E’ questa la cornice che l’assessore e vicesindaco Leonardo Moro privilegia per illustrare il nuovo Puc, approvato lunedì sera. Un programma di regole e interventi che si pone una prima tappa nel 2020, quando già dovrebbe essere disegnata la Nuoro del futuro, con l’università che raggiunge stabilità, un circuito museale che diventa calamita di visitatori, una zona industriale a Prato Sardo che riprende vigore. Il tutto condito da una miglior qualità della vita, per via delle aree verdi e di servizi previste a Badu ’e Carros, Biscollai e quella fuori le mura, a Tanca ’e s’ena, destinata a diventare il nuovo polo sportivo comunale.
L’assessore. «Il Puc consente proprio tutte queste cose – ha sottolineato Leonardo Moro –. Fissare le norme e mettere a disposizione gli strumenti affinché l’amministrazione possa realizzare i servizi e il privato sfrutti tutte le opportunità, sia per l’edilizia abitativa sia per le attività imprenditoriali, che noi cercheremo di sostenere».
I nuovi strumenti. Gli strumenti nuovi di cui parla Moro sono tre: la perequazione, la compensazione e il credito edilizio. I primi due a disposizione di Comune e cittadini, affinché il primo possa togliere una parte della proprietà da destinare a pubblica utilità in cambio di cubature costruttive da garantire ai proprietari. Il credito edilizio ha invece destinatari pressoché certi e individuati: sono i circa 400 titolari di Testimonzos, che potranno servirsi dello strumento creditizio per pagare gli oneri di urbanizzazione. Il risanamento di Testimonzos. Proprio la soluzione per l’ingresso dentro il Piano, con piena legittimità, dell’area abusiva a sud-ovest della città è la conquista di cui l’amministrazione guidata da Alessandro Bianchi va maggiormente fiera.
Il caso Testimonzos. Il bubbone era scoppiato nei primi Anni Novanta e ha rappresentato una spina nel fianco per molte giunte, a iniziare da quelle di Giampaolo Falchi e Chicchito Zuddas, sotto i cui governi partì la redazione del Piano urbanistico comunale.La scelta del Piano è di realizzare tre borghi rurali nella parte sud, con cessione di alcune parti alla collettività che saranno “aree bianche”. Mentre nella porzione che costeggia la Nuoro-Macomer, una parte consistente passerà al Comune, che la potrà utilizzare per parchi e impianti sportivi.
Biscollai e Ugolio. Stessa filosofia in queste due zone, la cui proprietà è privata. Il Piano urbanistico in questo caso ha già previsto accordi di compensazione con i titolari, che avranno come contropartita la possibilità di costruire in altre parti del territorio urbano, anche attraverso permute con l’ente municipale. Terreni in ogni caso che dovranno essere ricadenti nel Puc.
L’area di Tanca Manna. La nuova disciplina urbanistica ha previsto un parco di 10 ettari nell’area nuragica, che farà da corona verde per il nuraghe e il villaggio costruiti nel tempo del bronzo medio (1600 anni a.C.), che proprio l’estate scorsa è stato oggetto di una nuova campagna di scavi. In questo caso il Comune potrà acquisire gran parte dell’area con la perequazione, dando ai proprietari privati la possibilità di edificare nella parte che degrada verso l’anfiteatro.
Area del Quadrivio. Quando si passerà dal disegno sulla carta alla realtà, dall’area della stazione dei pullman all’ex Sanatorio sarà un unico nucleo di strutture e spazi verdi a beneficio della collettività, anche grazie alla costruzione del centro intermodale nella stazione delle ferrovie, già completato nel primo lotto e in attesa di vedere partire la seconda “trance” di lavori.
Campus universitario. La conquista più attesa è quella del campus universitario, previsto nella vecchia artiglieria. Tre- quinti del complesso sono già in capo al Comune, la restante parte sarà acquisita non appena il presidio militare si sposterà a Pratosardo, dove è prevista una delle unità del Genio della Brigata Sassari.
Ortobene riserva integrale. Il Puc l’ha classificata come zona H e dunque inedificabile. L’amministrazione tuttavia garantisce che si sono posti i presupposti affinché diventi il luogo eletto per potenziare e trainare il turismo. E questo grazie alla possibilità per le strutture pubbliche e private di aumentare la cubatura, soprattutto a vantaggio dei servizi. Beneficio soprattutto per le attività ricettive, che oggi sono ferme alla disponibilità di 10, 15 posti letto a testa.
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