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Nuoro

Antenna Eurospin, scoppia il caso

Antenna Eurospin, scoppia il caso

Dopo i rilevamenti dell’Arpas il comitato chiede nuove misurazioni e più tutele

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NUORO. Il caso dell’antenna della telefonia mobile collocata nei parcheggi dell’Eurospin, davanti al Borghetto e alle prime case del quartiere di Città Giardino, è approdata in Comune attraverso una conferenza di servizi che, a detta del comitato che si era creato per ostacolare il posizionamento del ripetitore «è stata deludente e fallimentare».

«Troppe le assenze ingiustificate – hanno sottolineato – soprattutto di chi in realtà avrebbe dovuto presenziare e, soprattutto spiegare ciò che è avvenuto una settimana fa, quando, all'improvviso siamo stati avvisati che l’Arpas avrebbe effettuato dei rilevamenti durante la mattina di lunedì». E proprio stando a quelle valutazioni ambientali fatte in data 20 aprile 2015, per verificare l’inquinamento elettromagnetico originato dall'impianto “stazione radio-base” per la telefonia mobile della Vodafone, l’Arpas ha evidenziato che i valori di intensità di campo elettrico risultavano inferiori a 6 V/m. Tutto secondo norma, insomma. «Ma, la cosa più grave – hanno sottolineato subito i rappresentati del rione – è stata che nessuno ci ha messi nelle condizioni di poter nominare un perito che in contemporanea effettuasse le stesse rilevazioni. Mentre – hanno aggiunto – quella più sconcertante, è che quando durante l’incontro abbiamo raggiunto telefonicamente Massimo Cappai, dell’Arpas, non ha saputo dirci con certezza se l’antenna fosse, in quel preciso momento, attiva. In poche parole – hanno rimarcato i componenti del comitato – i tecnici avrebbero effettuato i rilievi con il ripetitore non ancora in funzione. Per ovvie ragioni, se così fosse, i valori non potevano che essere bassi. Inoltre – hanno continuato – sarebbe comunque preoccupante sapere che, nonostante il dispositivo spento la strumentazione abbia rilevato ugualmente onde di diversa intensità. Un incontro dunque, deludente per certi versi, ma illuminante per altri – hanno detto ancora i residenti del rione – Tutto ciò dovrebbe far riflettere soprattutto quei cittadini che, per timore o forse solo per pigrizia, non fanno nulla per ostacolare chi, pur di raggiungere i propri scopi, passa anche sopra la salute degli altri». A fine incontro, la dirigente comunale Maria Lucia Malandrino ha rimarcato l’esistenza di una serie di procedure che vanno rispettate, mentre l'assessore alle Attività produttive del Comune, Francesco Guccini, ha suggerito l’installazione, in tutte le antenne presenti in città, di un dispositivo per la sicurezza che misuri l’intensità delle onde che andrebbero, quindi, monitorate costantemente. Nella conferenza di servizi, il consigliere Antoinio Pirisi, ha invece rimarcato il contenuto della sentenza del Tar Abruzzo n. 375, dell’11 agosto 2014, che stabilisce l’obbligo di informativa dei cittadini residenti in zona. «Tale sentenza – ha detto – dispone di sospendere qualunque autorizzazione alle nuove richieste di installazione che non dispongono del citato assenso». Per Pirisi non basta posizionare dei rilevatori di intensità ma occorrerebbe rifarsi al principio di precauzione dettato dall’Europa. «Detto ciò – ha rimarcato il consigliere – si chiede di sospendere qualsiasi altra autorizzazione per le stazioni “radio base” fino a che il Comune, più volte sollecitato dallo stesso consigliere, non si doti di un apposito regolamento che fissi i criteri per l’identificazione dei siti preferenziali e per l’individuazione delle aree sensibili per limitare il numero delle antenne». (k.s.)

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