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Nuoro

Idea Comune: «La città prima di tutto»

di Francesco Pirisi
Idea Comune: «La città prima di tutto»

Il gruppo che sostiene Stefano Mannironi propone anche un pro-sindaco donna: la persona deve essere al centro

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NUORO. Un programma per dire tutto quanto non mettono nero su bianco gli altri o comunque per distinguersi. Una diversità che la lista Idea Comune, in corsa per le comunali, rivendica con forza. Anzi pretende. L’ultima sottolineatura ieri, durante la presentazione della squadra, che vede candidato a sindaco Stefano Mannironi, 52 anni, avvocato, consigliere comunale già durante l’amministrazione Bianchi. Un fatto inedito è l’indicazione del “co-sindaco” (o pro-sindaco), per l’eventuale vittoria politica, che ha anche un nome e un volto, ed è una donna per dare concretezza alla parità di genere: Lilly Mustaro, insegnante, uscita anch’ella con molte lagnanze e un fastidio neppure malcelato dall’esperienza consiliare, per «l’elemento di frustrazione e il totale spregio del ruolo delle opposizioni». L’altro colpo in canna è la candidatura di un immigrato senegalese: manca la certezza, ma solo per lo scarso tempo per preparare i documenti. Già da oggi tutto sarà più chiaro.

La novità che avvalorano Mannironi e colleghi è un modo differente di governare: «Il nostro privilegio va a un’amministrazione che rilanci la città, con il coinvolgimento dei comitati di quartiere, delle associazioni. Che dia valore a cittadini di grande capacità, ma rimasti fuori da ogni politica in grado di farli partecipi di un progetto di rilancio della comunità e del territorio». Un impegno per una città descritta in cattiva salute, ma che si può riprendere, sinora mancato «perché sono prevalsi gli interessi di partito e quelli personali», aggiunge Mannironi. L’effetto Idea Comune l’avrebbe sperimentato anche nel momento di preparare le liste. Ancora Stefano Mannironi: «Non vi è stata la possibilità d’intesa, perché in mezzo c’erano sempre i partiti a decidere gli equilibri delle liste e a dettare i tempi. Stessi problemi con quegli schieramenti che si presentano come gruppi civici, anche se poi è solo una immagine di facciata». Una discriminante con la quale però dover fare i conti se si dovesse avere voce in capitolo e comunque un ruolo nel ballottaggio. Mannironi trova la quadratura del cerchio, non senza un certo sforzo di equilibrismo: «C’è sempre la pregiudiziale nei confronti del partiti tradizionali, e delle loro reti, ma ci si può ritrovare sulle scelte». Idea Comune le enumera, con una priorità: «La persona deve essere al centro. Tutelare l’uomo vuol dire fare quanto possibile per garantire il diritto al lavoro». Altro tema è l’economia, che con il Mannironi-pensiero ha un presupposto di fondo e alcune soluzioni specifiche: «La valorizzazione delle risorse locali. Un intervento deve essere quello per limitare lo strapotere della grande distribuzione, che fa a pezzi il sistema commerciale tradizionale e con esso indebolisce la struttura della comunità».

Nelle parole di Mannironi e degli altri rappresentanti non viene dimenticato il pensiero al taglio delle imposte, a iniziare da quelle dei rifiuti. L’intervento lo spiega Alessandro Murgia, ematologo, ancora in campo, e sempre con lo stesso movimento che ha guidato nel 2010: «Va attuata la politica di valorizzazione dei rifiuti, con la richiesta alla Regione che vengano recuperati e riutilizzati carta, vetro e plastica. Un modo anche per far risparmiare l’utenza». Tra i consiglieri uscenti, oltre a Mannironi e Mustaro, si ripropone Andrea Fadda, ingegnere, con la fissa dell’elenco delle incompiute della giunta-Bianchi: «La mancata sistemazione della ex scuola Borrotzu, così come di altri edifici didattici, per i quali era previsto un piano per introdurre l’approvvigionamento con le energie rinnovabili». Crede nell’idea di Mannironi e Mustaro, Stefano Idini, 20 anni, esponente di una famiglia di fioristi, con la palma del candidato più giovane. In fondo alla sala della sede del movimento politico, nel quartiere di San Pietro, Souleymane Diallo Ndoye, 42 anni di Dakar. Aspetta il nulla osta, anche se la cosa non è semplice, per i tempi ristretti. È già una bella sensazione stare lì, in mezzo ai candidati, «con Mannironi e la sua Arci che ci hanno sempre dato un mano per l’integrazione».

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