La Nuova Sardegna

Nuoro

macomer

La vertenza Marghine approderà in Regione

di Tito Giuseppe Tola
La vertenza Marghine approderà in Regione

MACOMER. Gli strumenti per realizzare i progetti di sviluppo ci sono, ma rischiano di non andare oltre l’enunciazione se la battaglia per attuarli non sarà sostenuta da una mobilitazione che dia voce...

2 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. Gli strumenti per realizzare i progetti di sviluppo ci sono, ma rischiano di non andare oltre l’enunciazione se la battaglia per attuarli non sarà sostenuta da una mobilitazione che dia voce e visibilità al territorio. È questo il concetto espresso dall’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda, nel corso dell’incontro sul futuro del Marghine promosso dai sindaci per la festa del 1° Maggio, al quale sono intervenuti anche i sindacati. Il giorno della Festa del Lavoro è partita da Macomer una grande vertenza per il rilancio del territorio attorno alla quale si costruirà ora la mobilitazione. Un pacchetto di richieste e di progetti c’è già. Maninchedda ha però precisato che gli strumenti per sostenere la ripresa e la crescita del territorio non mancano, ma rimarranno sulla carta come titoli se dal territorio non arriverà la spinta necessaria per attuarli. Ha posto quindi l’esigenza di predisporre un pacchetto di proposte da portare all’incontro col presidente della Regione, che Pigliaru si è impegnato a convocare dal 18 al 22 maggio. Il presidente dell’Unione dei comuni del Marghine, Tore Ghisu, ha sottolineato il valore simbolico dell’incontro convocato nella giornata festiva del 1° Maggio, e ha parlato di «vertenza Marghine» che le popolazioni, tutte le categorie e le amministrazioni del territorio saranno chiamate a sostenere. Il sindaco di Macomer, Antonio Succu, ha parlato di «Primo Maggio di impegno e mobilitazione» e di territorio pronto a mobilitarsi. «All’Unione dei comuni in autoconvocazione, con tutti i sindaci del Marghine, con altri amministratori locali, con i sindacati e con l’assessore Maninchedda, che autorevolmente ci rappresenta nella Giunta Pigliaru – ha detto il sindaco di Macomer –, ci siamo riuniti per decidere, tutti insieme, come cambiare marcia. La nostra gente attende risposte che stentano ad arrivare mentre gli indicatori sociali e occupazionali mostrano un territorio in sofferenza. Lo Stato chiede e taglia attraverso i suoi ministeri, ma non ci aiuta. Sembra che la Regione intenda riconoscere la nostra situazione creata dal crollo del settore tessile e dalla chiusura delle industrie che ha falcidiato l’occupazione. Il decreto Renzi del 1° agosto del 2013 ha cancellato gli ammortizzatori sociali e ha acceso la miccia della tensione sociale. Da ciò che ha detto Pigliaru nel corso dell’incontro con i sindacati tenuto mercoledì, si percepisce la volontà di capire la complessità della “questione Marghine”». Succu ha quindi indicato l’esigenza di proseguire con l’infrastrutturazione ambientale, di avviare gli interventi di valorizzazione del patrimonio archeologico e la fase due dell’accordo di programma di Tossilo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il blitz

Maxi operazione antidroga nel centro storico di Sassari: 45 indagati, perquisizioni e sequestri – VIDEO

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative