Veglia di preghiera per il lavoro
Il teatro Costantino affollato per l’iniziativa dell’Azione cattolica
MACOMER. Ha riempito il teatro Costantino come non accadeva da tempo la veglia di preghiera per il lavoro organizzata dai responsabili del Movimento lavoratori Azione Cattolica della diocesi di Alghero alla quale hanno partecipato il vescovo Mauro Maria Morfino, e quasi tutti i parroci di Macomer e dei paesi del Marghine. È una risposta corale quella che le parrocchie cittadine hanno dato all’appello alla speranza lanciato dal vescovo Morfino, particolarmente attento e sensibile ai temi sociali e del lavoro. Titolo della veglia di preghiera era appunto «Custodi della speranza», un tema sul quale si sono soffermate le riflessioni lette da quanti sono intervenuti e la conclusione del vescovo, il quale ha detto che un tempo si veniva a Macomer spinti dalla speranza che la città offriva a chi era senza lavoro. «Ora – ha proseguito – non ci resta che pregare». La serata di preghiera è stata accolta dal teatro Costantino, luogo simbolo della decadenza della città. Monsignor Morfino ha spiegato che si può trovare la forza della speranza nella preghiera. «Il futuro non è nelle nostre mani», ha proseguito, per poi rimarcare che «la devastazione del lavoro è evidente». Poi ha invitato tutti a mettersi in cammino con chi ha bisogno e ha posto l’esigenza di «una comunità attenta e solidale che si apra all’ascolto per ristabilire la giustizia». Ha infine concluso invitando tutti all’impegno «senza pretendere che si impegnino gli altri e senza condannare chi non si impegna». All’incontro di preghiera c’erano anche gli amministratori di Macomer. «È un modo delicato e gradito – ha commentato al termine il sindaco Antonio Succu –, per far sentire la vicinanza della Chiesa a chi oggi è in difficoltà. Con una crisi economica e sociale grave e pesate come quella che stiamo vivendo è importante dare speranza. Ho partecipato con entusiasmo e ho apprezzato l’invito del vescovo alla solidarietà». Apprezzamento anche dai sindacati, che hanno parlato di «iniziativa positiva». Pochissimi, forse neppure una decina i lavoratori delle fabbriche chiuse che hanno partecipato alla veglia. (t.g.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
