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Sassari

La denuncia

Siringhe, sangue e droga sui gradini di una scuola di Sassari: la foto choc

di Nadia Cossu
Siringhe, sangue e droga sui gradini di una scuola di Sassari: la foto choc

La rabbia dei residenti: «Qui non si può più vivere»

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Sassari Una giovane donna inginocchiata sui gradini davanti a un portone in legno, ha una siringa tra le mani e si sta iniettando la droga in vena. È un’immagine che racconta più di molte parole il disagio che i residenti di San Donato – nel cuore del centro storico di Sassari – denunciano da tempo. Tutto questo accade in pieno giorno, di mattina, quando le persone escono di casa per andare al lavoro o per fare la spesa ma, ancora peggio, succede davanti al portone di una scuola dell’infanzia, a pochi passi dall’ingresso frequentato quotidianamente da bambini e famiglie. A terra, per completare il quadro di degrado, sono ben visibili macchie di sangue fresco e altri segni riconducibili al consumo di droga.
È questa l’immagine più emblematica di una situazione che, secondo chi vive nel quartiere, ha ormai superato ogni limite di tollerabilità. Non si tratta soltanto di episodi occasionali: i residenti raccontano di una presenza costante di persone dedite al consumo di stupefacenti e di episodi di spaccio che si verificano a tutte le ore, anche nelle immediate vicinanze della scuola.
Comprensibilmente cresce l’esasperazione di chi vive, studia e lavora nella zona. Uno dei tanti giovani che negli ultimi anni hanno scelto di prendere un appartamento in affitto nel quartiere, oggi racconta di sentirsi sempre meno sicuro sotto casa. «Ormai non ci sono orari, qui non si può più vivere né di giorno né di notte». E non si può nemmeno dormire serenamente: «Con tossicodipendenti che ti svegliano nel cuore della notte urlando: “Aprimi che hai il mio metadone dentro casa”, e parlo delle 3 o delle 4 del mattino».
Il problema, secondo la testimonianza, non riguarderebbe soltanto il consumo di sostanze stupefacenti, ma un più generale stato di degrado che interessa alcuni angoli del quartiere. «Feci e pipì a tutte le ore, lattine di birra e immondizia sui gradini dei portoni tutte le mattine, risse tra spacciatori in diversi momenti della giornata».
In ogni caso, la situazione più allarmante riguarda la zona di San Donato e, in vista dell’avvio della scuola, la presenza di droga nelle vicinanze dell’istituto. «Passo in via San Donato ogni santo giorno andando al lavoro e vedo spaccio a tutte le ore – racconta un giovane residente – Ci sono sempre tre o quattro ragazzi di colore della mia età, più o meno, che ritirano merce dal vicolo chiuso».
Una situazione che, per chi abita nel quartiere e in quella parte di centro storico più in particolare, non sarebbe più soltanto una questione di degrado urbano, ma un problema che incide direttamente sulla quotidianità di residenti e giovani che hanno scelto San Donato come luogo in cui vivere.
«Dopo la laurea ho trovato casa in affitto in questa zona. Ma ormai non si può più stare qui».
Alcune persone – che chiedono di rimanere anonime per paura – raccontano anche di episodi di molestie e richieste inquietanti rivolte ai passanti. «Un giorno un uomo mi ha fermato – riferisce uno di loro – per chiedermi se conoscessi qualche persona, una qualunque senza preferenza di genere, disponibile a sposarlo a pagamento per poter fare un “regolare” matrimonio e, di conseguenza, ottenere i relativi documenti».
Di fronte a questo quadro, i residenti chiedono che i loro appelli vengano ascoltati e presi seriamente in considerazione e che aumentino i controlli, soprattutto nelle aree maggiormente frequentate. Una richiesta che nasce dalla sensazione, sempre più diffusa tra chi vive ogni giorno il quartiere, che il limite della sopportazione sia stato ormai superato.
«Noi residenti – spiegano – dopo i recenti blitz delle forze dell’ordine non abbiamo purtroppo notato miglioramenti. Abbiamo solo visto cambiare i volti degli spacciatori, quelli che hanno arrestato sono stati sostituiti da altri, prevalentemente nigeriani».
La denuncia, corredata da fotografie e video, pone ancora una volta l’attenzione dunque sul problema della sicurezza e del degrado nel centro storico e sulla necessità di intervenire non soltanto sul piano dei controlli, ma anche su quello sociale e sanitario, per affrontare il fenomeno della tossicodipendenza e tutelare al tempo stesso residenti, studenti e attività della zona.

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