La Nuova Sardegna

Nuoro

Il padre del calciatore Sirigu blocca i lavori sul rio Posada

di Sergio Secci
Il cantiere bloccato sul rio Posada
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Il cantiere bloccato sul rio Posada

L'imprenditore protesta insieme ai suoi dipendenti che stanno realizzando l'argine: "La nostra impresa non riceve i soldi da quattro mesi"

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POSADA. Tensione nel cantiere che sta realizzando il rialzo dei chilometri dell’argine destro del rio Posada. La mattina di giovedì 7 il titolare e i dipendenti della Eurocalce Srl, che da oltre quattro mesi non ricevono i compensi dall’associazione temporanea d’imprese che si è aggiudicata la gara d’appalto, hanno bloccato l’accesso impedendo per qualche ora ai mezzi di un'altra ditta di proseguire con i lavori.

La Eurocalce di Adriano Sirigu (padre di Salvatore, il portiere del Paris Saint-Germain), da alcuni anni è impegnata nella realizzazione dei lavori che permetteranno di mettere in sicurezza la piana del Posada. Dopo aver sollevato in media di due metri il muraglione di contenimento, da qualche tempo, gli operai stanno provvedendo a consolidare l’opera con gabbie in rete metallica e pietrame a secco.

I lavori dovrebbero concludersi entro giugno e il consorzio di bonifica, ente appaltatore, pare abbia pagato regolarmente gli stati d’avanzamento presentati dall’Ati Smeralda Ecoir. Soldi che però a quanto afferma Adriano Sirigu, da alcuni mesi, non vengono girati alla sua società che ha avuto in subappalto i lavori.

«Ho otto operai che da mesi non ricevono lo stipendio – dice l’imprenditore – Siamo impegnati con cinque camion, un frantoio e un vaglio, tre escavatori e due ruspe e solo di gasolio, devo pagare circa settantamila euro. Ho più volte sollecitato l’impresa a tener fede agli impegni e quando gli abbiamo detto che non saremmo andati oltre, questi hanno affidato la raccolta e il trasporto del pietrame a una ditta di Orosei.

Sono bastati però alcuni viaggi di questa nuova società a far salire la tensione tanto che giovedì mattina gli operai hanno bloccato con i mezzi l’accesso al cantiere. Un gesto dimostrativo che ha richiamato subito sul posto i carabinieri della stazione di Torpè, il sindaco di Posada Roberto Tola e l’assessore di Torpè Gianni Dui.

Sirigu ha spiegato davanti a taccuini e telecamere la situazione della sua impresa. «Sono disposto anche a farmi da parte se non vogliono più continuare a lavorare con me – ha detto  –. Sino a dicembre diciamo che i pagamenti sono stati quasi regolari ma nel 2015 non ci è arrivato nulla. Devono darmi quanto mi spetta, circa 250mila euro che servono per pagare operai e fornitori. Vorrei sapere dove sono andati a finire i soldi che il Consorzio di bonifica dice di aver pagato alla Smeralda».

Il blocco è stato rimosso subito dopo anche perché, sollecitato dai sindaci preoccupati che un eventuale ritardo nel completamento dell’argine possa creare pericolo nel caso di una nuova alluvione, è intervenuta la prefettura di Nuoro.

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