Simona: «Viviamo nell’incertezza»
Simona Paderi, 40 anni, educatrice nei Servizi sociali, vede un squarcio di luce, dopo la manifestazione di ieri con i colleghi precari del Comune. «Abbiamo avuto la possibilità di fare sentire la...
Simona Paderi, 40 anni, educatrice nei Servizi sociali, vede un squarcio di luce, dopo la manifestazione di ieri con i colleghi precari del Comune. «Abbiamo avuto la possibilità di fare sentire la nostra voce e chiedere che si arrivi una volta per tutte a mettere fine a questa situazione di provvisorietà di lavoro». La professionista nuorese, marito e due figli a cui pensare, enumera una serie di difficoltà legate all’incertezza dell’occupazione: «Sul piano personale non puoi programmare tante cose, non puoi fare piani che non vadano oltre qualche stagione. Ma c’è poi l’aspetto professionale che viene penalizzato, ancora di più ora con la riduzione dell’orario settimanale a tre giorni, e 15 ore». L’attività è spesa nelle sale del centro di accoglienza di via Deffenu, dove Simona Paderi segue con altri 4 operatori (anche loro precari) una cinquantina di ragazzi, che vivono situazioni di disagio sociale: «Possiamo vederli solo qualche volta la settimana, anche perché una parte del nostro tempo va dedicato a seguire i progetti di rete, con le scuole e la Asl». Difficoltà e incertezza che potrebbero raccontare tutti i 17 lavoratori precari, la maggior parte dei quali svolgono le professioni di assistenti sociali ed educatori. L’età media è di oltre 40 anni. In tanti hanno iniziato a lavorare negli anni ’90 e mai avrebbero immaginato di ritrovarsi quattro lustri più tardi nella condizione di chi sta per incominciare. (f.p.)
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