Incidente sulla Cala Liberotto-Orosei, fidanzati morti nello schianto in moto
Francesco Puggioni di Nuoro e Isabella Saba di Bitti erano su una Honda che in fase di sorpasso si è scontrata con la Bmw di due turisti tedeschi. Feriti due nuoresi, padre e figlio, che viaggiavano su un’altra moto
OROSEI. Un attimo di distrazione lungo il rettilineo che da Cala Liberotto porta a Orosei. Un istante, neppure il tempo di frenare e quell'auto gli chiude la strada. Lo scontro è inevitabile. Fatale. Nel tardo pomeriggio di martedì 2 sull'Orientale sarda è morta così una coppia di giovani, Francesco “Checco” Puggioni, originario di Torpè ma residente a Nuoro da tantissimi anni, e Isabella Saba di Bitti.
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La loro moto, una Honda1000 blu, si è scontrata con un'auto, una Bmw, guidata da un turista tedesco. Nel rettilineo in località Nuratzolu, a pochi chilometri dalle curve di Muriè, i due fidanzati di 40 e 37 anni, durante un sorpasso, non si sarebbero accorti che l’auto stava svoltando a sinistra, verso una stradina di penetrazione agraria che porta ad alcune case di campagna. Lo scontro è stato violentissimo.
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La moto, che andava a forte velocità, si è disintegrata finendo contro lo sportello del lato guida della vettura, che è rimasto accartocciato.
L'impatto per loro è stato letale. I due motociclisti sono caduti pesantemente sull'asfalto battendo la testa. Il casco che doveva proteggerli non è servito però a salvargli la vita. La giovane donna, madre di due bambini, è morta sul colpo, mentre il suo compagno è spirato dopo 23 minuti di manovre da parte degli operatori del 118 di Orosei, nel disperato tentativo di salvarlo.
Ma a finire contro l'auto dei due turisti tedeschi, in vacanza in Sardegna da pochi giorni, anche un'altra moto: una Bmw rossa, guidata da Giuseppe Pellegrini, nuorese, che viaggiava insieme al figlio di 15 anni. Dopo l’urto contro il cofano della vettura, la loro corsa è finita in cunetta.
Entrambi sono stati trasportati all’ospedale di Nuoro a bordo dell'elicottero del 118. Ad aver la peggio Giuseppe Pellegrini che ha riportato politraumi ed è stato ricoverato in Rianimazione in prognosi riservata. Il figlio, invece, con varie fratture è stato trasferito nel reparto di Ortopedia, le sue condizioni non sono preoccupanti.
Illesi, ma sotto choc, i due turisti non si davano pace davanti ai corpi senza vita dei due giovani. Con l’aiuto di un ragazzo che parlava tedesco, hanno potuto dare la loro versione dei fatti agli inquirenti che dovranno ora ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Che sembra però già abbastanza chiara. Sul posto i carabinieri della stazione di Orosei e del Nucleo radiomobile che hanno effettuato i rilievi.
L'incidente è avvenuto pochi minuti prima della 19. Una lunga fila di auto faceva rientro dal mare verso Orosei. Le moto avrebbero iniziato a sorpassare.
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Prima la coppia di fidanzati e a seguire padre e figlio. La Bmw nera, stando alle testimonianze degli automobilisti che seguivano, avrebbe segnalato l'intenzione di svoltare a sinistra. Ma quella luce rossa intermittente e il rallentamento delle altre auto, non sono bastati ad insospettire Checco Puggioni che invece avrebbe continuato a andare dritto, senza frenare.
Il tempo a Nuratzolu si è fermato in quel momento. Le immagini per chi è giunto lì pochi minuti dopo l'incidente sono state agghiaccianti.
Sull'asfalto, vicino alla macchina danneggiata dei due turisti e ai resti della due ruote, i corpi, uno accanto all’altro, dei due giovani: la donna già morta e il compagno che respirava appena. I medici del 118 li hanno coperti con teli bianchi e hanno atteso che il magistrato desse l'ordine di rimuovere le salme. Poi l'arrivo dell'elicottero per il trasferimento dei due feriti all'ospedale di Nuoro.
Una corsa contro il tempo per cercare di bloccare il bilancio già pesantissimo di questa tragedia. Le urla strazianti dell'arrivo dei parenti e degli amici dei due morti hanno rotto il silenzio e la pace tra le campagne di Orosei, a pochi chilometri da quel mare che ha regalato a Checco e Isabella l'ultima giornata di felicità insieme.
(ha collaborato Cecilia Fontanesi)
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