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Nuoro

Bi Green, l’arte del riciclo I visitatori sono oltre 2500

Bi Green, l’arte del riciclo I visitatori sono oltre 2500

La prima biennale del riutilizzo chiude stasera con la premiazione delle opere Successo della mostra all’Artiglieria che ha proposto oltre quaranta lavori

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NUORO. Gli spazi dell’Artiglieria restituiti ai cittadini per un’intera settimana, e poi mostre e workshop, dibattiti e incontri sino a tarda sera. A un giorno dalla chiusura è già un successo Bi Green, la prima Biennale del Riutilizzo e della Sostenibilità in Sardegna, promossa dalle cooperative onlus Lariso e Alternatura in collaborazione con la Fondazione Con il Sud. Sono stati oltre 2500 i visitatori che dal 29 maggio scorso hanno varcato i pesanti cancelli della ex caserma in viale Sardegna. A questi si aggiungono le scolaresche che hanno visitato la mostra di arte riciclata o hanno partecipato ai laboratori di ecodesign. Sono stati molto partecipati gli incontri che si sono svolti quotidianamente alla biennale, così come è stato apprezzato il punto di ristoro aperto sino a tarda sera.

Ma gli occhi dei visitatori sono puntati in particolare sulla mostra Bi Green, esposizione che mette insieme ricerca artistica e riutilizzo dei materiali più vari, con un esito davvero sorprendente. Sono più di quaranta gli artisti o collettivi che hanno presentato i propri lavori, in qualche caso delle complesse installazioni. Quattro di loro saranno premiati questa sera dalla giuria del concorso e in base al gradimento del pubblico, al quale è stato chiesto di lasciare una preferenza dopo la visita. Molti degli artisti presenti sono sardi, ma sono stati selezionate anche opere provenienti da varie regioni d’Italia e in qualche caso dall’estero. Ciascun artista ha elaborato in modo personale oggetti ormai eliminati dall’utilizzo quotidiano, in qualche caso rifiuti veri e propri nei materiali più vari. E lo ha fatto secondo la propria sensibilità di artista, puntando ora sull’ironia ora su operazioni che ricordano l’arte concettuale. Così per Vincenzo Franco (Locri) lattine e bottiglie di plastica sono il materiale ideale per costruire un variopinto pastore tedesco che lancia un duplice messaggio («Non mi abbandonare», rivolto a chi si libera in modo disinvolto del proprio cane, ma forse anche a chi dissemina di plastica città e campagne). L’ironia è il carattere distintivo anche della ricerca di Sandro Mattei, nuorese d’adozione, che costruisce rebus con oggetti trovati, mentre Vincenzo Pattusi, uno degli artisti sardi più interessanti dell’ultima generazione, usa materiali poveri di ogni genere per dare vita a una galleria di personaggi dall’aria stranita. Stando ancora agli artisti di casa nostra, Stefano Marongiu propone un’installazione e un video dal titolo la Mosca del cartone, mentre Paolo Mura realizza piccole sculture in fil di ferro ispirandosi ai cavalli di Marino Marini.

Andando oltre, Nicoletta Assié ha creato una serie di Petmeduse, lampade di Pet a forma di medusa, Riccardo Casagrande ha realizzato una straordinaria macchina sonora alimentata dall’acqua che viene versata da ciascun visitatore. Ma sono solo alcuni esempi di una mostra che merita più di una visita. (p.me.)

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