Nuove commesse per Saldimpianti
Tortolì, ultime trattative con l’Iraq per un lavoro che impiegherebbe 450 operai
C’è la forte speranza che la Saldimpianti, che opera a Tortolì-Arbatax da 13 anni, possa acquisire, dal governo iracheno, una commessa per la realizzazione di una imponente raffineria da 150mila barili di crudo al giorno, distante circa 400 chilometri dalla capitale. Per capire di quanto possa essere mastondontica, basta pensare che quella costruita all’Intermare fabrication yard e trasferita in Suriname era da 10mila barili giornalieri. Il legale rappresentante è Romeo Ingrosso, 50 anni, nativo della provincia di Brindisi. L’imprenditore spiega: «Se dovessimo riuscire a ottenere otale commessa, che verrebbe realizzata in parte nel territorio iracheno, nei nostri cantieri di Adu Dhab, e anche qui a Tortolì-Arbatax, in zona ci dovrebbe essere lavoro, per circa cinque anni per 450-500 maestranze. E naturalmente, come abbiamo sempre dovuto fare, li formerebbe professionalmente la Saldimpianti». E per domani mattina la Saldimpianti, che ha proprie sedi e società con partner locali in Brasile (già da tanti anni), ad Abu Dhabi, oltre che in Cina, ha organizzato, nell’hotel La Bitta nella baia di Porto Frailis, un incontro per presentare le proprie attività come Saldimpianti costruzioni e Saldimpianti engineeering, oli & gas construction. Oltre ai propri partner di tutto il mondo, Ingrosso annuncia che ci sarà anche una delegazione inviata dal governo iracheno, con il quale si spera di chiudere in tempi strettissimi la commessa per la mastodontica raffineria. «Abbiamo invitato anche il presidente della giunta regionale, Francesco Pigliaru – fa rilevare Romeo Ingrosso – l’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras, il consigliere regionale ogliastrino Franco Sabatini, e tante altre autorità». Oltre a lavorare per conto del grande cantiere Eni Saipem di Arbatax, Saldimpianti, a Tortolì, fra il 2013 e il 2014 è stata impegnata in una commessa di oltre 3 milioni di euro che ha acquisito direttamente ed è relativa al progetto offshore Kizomba Satellites Phase 2, che ha portato alla costruzione di supporti per linee jumping. Il cliente finale è stato la Petromar, in Angola. Oltre ai i lavori portati avanti in Brasile, dove hanno operato anche maestranze locali.
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