La Nuova Sardegna

Nuoro

Un calcio contro tutti i pregiudizi

I successi dei “Chimbemoros”, la squadra del dipartimento di salute mentale dell’Asl numero 3

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NUORO. Sono l'unica vera squadra ufficiale del Dipartimento di salute mentale e dipendenze dell'Asl di Nuoro, e ci tengono a rivendicarlo con orgoglio. Sono i "Chimbemoros", portatori di simpatia contagiosa anche nel nome, reduci da una più che onorevole settima posizione (su 33 squadre provenienti da tutte le regioni italiane, e alcune anche dal resto d'Europa) all'ottava edizione della manifestazione "La testa nel pallone", torneo di calcio a 6, svoltosi nei giorni scorsi a Lecce.

Anche stavolta, quindi, la squadra di Nuoro ha avuto il privilegio e l'onore di rappresentare la Sardegna in quello che è considerato il maggiore avvenimento sportivo che mette insieme i Dipartimenti della salute mentale d'Italia. Con l'adesione a iniziative come queste il Centro Diurno Delocalizzato di Nuoro, che ha sede nell'ospedale Cesare Zonchello, continua a perseguire la sua strategia tesa da un lato a offrire la possibilità di praticare sport ai suoi utenti, in un raduno dall'alto contenuto, non solo di natura agonistica, dall'altro a offrire un'efficace supporto terapeutico e relazionale.

Lo spiega bene l’esperto Franco Salvatore Delrio, psicologo, responsabile del Centro Diurno Delocalizzato dell’Asl di Nuoro: «Iniziative come questa di Lecce – dice il professionista dell’azienda sanitaria nuorese – hanno una valenza riabilitativa non trascurabile, perché contribuiscono a creare una sintonia e un affiatamento di gruppo tra i vari giocatori, e tra giocatori e operatori sanitari.

Tale sinergia, assieme alla voglia di stare insieme e di impegnarsi sul campo, si sono rivelati, ancora una volta, veicolo per emozioni positive, a testimonianza e ricordo di un'esperienza unica e indimenticabile». Non per niente l'offerta riabilitativa del Centro diurno dello Zonchello offre tutta una serie di laboratori, che spaziano dalle attività motorie (calcetto, bocce, ginnastica) a quelle artistico-espressive (pittura, musica, teatro, ceramica, découpage), passando per i corsi di informatica (questi ultimi anche in alcuni paesi della provincia).

A Pasqua e Natale vengono organizzate diverse mostre dove si vendono gli oggetti realizzati nei laboratori, e con il cui ricavato vengono finanziate le gite sociali, alle quali possono partecipare anche i familiari degli utenti e i volontari.

Proprio le figure di volontari e familiari sono particolarmente valorizzate dal Centro diurno, perché la loro presenza amplia il ventaglio relazionale, facilita i processi di integrazione e di inclusione sociale.

Da sottovalutare, infine, che le attività del Centro diurno nel Nuorese hanno contribuito non poco a ridurre significativamente l'area del pregiudizi. (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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