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I coltelli servivano per lavoro, giudice assolve un allevatore

MACOMER. Portare con sè due coltelli, per gli allevatori e le persone che lavorano in aziende agricole o zootecniche, è una cosa alquanto frequente. Le brutte notizie arrivano quando ci si ritrova...

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MACOMER. Portare con sè due coltelli, per gli allevatori e le persone che lavorano in aziende agricole o zootecniche, è una cosa alquanto frequente. Le brutte notizie arrivano quando ci si ritrova di fronte a una perquisizione, cosa accaduta all’allevatore Dario Saiu che era stato denunciato dai carabinieri perché aveva un coltello a serramanico sul cruscotto dell’auto e un secondo in tasca. Secondo le forze dell’ordine quello era un classico porto illegale di coltello, per via delle dimensioni dell’arma. Il processo si è però concluso in maniera alquanto differente perché per Dario Saiu è arrivata l’assoluzione, nonostante la richiesta di condanna a sei mesi sollecitata dal pubblico ministero Daniela Caddeo.

Decisivi per la sentenza pronunciata dal giudice monocratico Sulis sono stati però i numerosi testimoni citati dall’avvocato difensore Antonello Spada. Tutti hanno confermato la versione fornita dall’imputato ovvero che fosse di rientro da un’azienda nella quale era stato appena macellato un maiale. Quei coltelli dunque erano serviti proprio per svolgere l’attività lavorativa e andavano considerati come arnesi da lavoro. Così è arrivata l’assoluzione. (e.c.)

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