Macomer, interventi per combattere le povertà estreme
Con la crisi il numero delle famiglie in difficoltà è cresciuto Il Comune dovrebbe sostenere i progetti personalizzati
MACOMER. Partiranno nei prossimi giorni gli interventi per dare sostegno alle famiglie in difficoltà. Il pacchetto di iniziative con le quali il comune di Macomer si propone di contrastare le povertà estreme può contare su una copertura economica di 206.178,11 euro, di cui 140.317,82 sono risparmi derivanti dalla riduzione dell’aliquota Irap e 65.860,29 sono invece stanziati dalla Regione. La somma è consistente, ma comunque inferiore rispetto alle effettive necessità di una città dove negli ultimi anni il numero dei poveri è cresciuto a causa della crisi e della mancanza di lavoro. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha deliberato l’impegno delle somme disponibili destinando il 10% del totale, pari a 20.617,18, al sostegno economico e ai progetti personalizzati di aiuto a favore di persone e nuclei familiari in condizioni di accertata povertà per i quali sono arrivate 10 domande e 6 sono state ammesse, e il 20% pari a 41.235,62 da erogare come contributi economici per l’abbattimento dei costi di servizi essenziali (bollette, affitto, medicine) con 25 domande ricevute e altrettante ammesse. La somma più consistente, il 70% del totale pari a 144.324,68 euro, finanzierà invece due differenti misure: il servizio civico e le borse lavoro. Il servizio civico consiste nello svolgere piccole attività di utilità pubblica per le quali chi è ammesso riceve un sussidio.
Si tratta di un servizio che prevede la corresponsione di un piccolo aiuto economico in cambio dell’esecuzione di lavori altrettanto piccoli. Le richieste presentate ai servizi sociali del comune sono 77 e 73 sono state ammesse. Trentamila euro sono stati invece destinati alle borse lavoro per le quali sono state presentate 40 richieste e 10 sono state ammesse a beneficiarne. Gli esclusi dalle borse lavoro saranno inseriti nel servizio civico.
«Coerentemente con l’idea che chi utilizza dei fondi della comunità e ha capacità lavorativa deve rendere con dignità un servizio civico – dice l’assessore ai servizi sociali, Rossana Ledda, – la giunta ha destinato il 70% delle somme alle misure lavorative e per la prima volta ha sperimentato le borse lavoro che hanno registrato un altissimo gradimento da parte dei cittadini indigenti e conseguentemente anche da parte delle aziende che hanno accettato di aderire. Un percorso di inserimento lavorativo-formativo, oltre a dare un po di respiro alle aziende super tassate che prendono un borsista per sei mesi al costo di 60 euro una tantum di assicurazione, può facilitarne la collocazione. Auspico questo favorisca l’inserimento nel mondo lavorativo, l’apprendimento di un mestiere e aiuti a farsi conoscere».
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