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Nuoro

Pd, durissimo attacco del segretario provinciale

Pd, durissimo attacco del segretario provinciale

Antonio Arghittu ha annunciato un percorso nuovo e un forte ringiovanimento «Basta con le correnti e con le lacerazioni che ci hanno allontanato dalla gente»

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NUORO. Il Partito democratico si lecca le ferite dopo la bruciante sconfitta e prova a ripartire. Dai giovani. Dopo le dimissioni del segretario cittadino Francesco Manca, che ha rimesso il suo mandato nelle mani della segreteria del partito prendendosi le responsabilità della sconfitta del sindaco Bianchi, è uscito allo scoperto anche il segretario provinciale, Antonio Arghittu, con un documento articolato e molto duro nei confronti del suo partito. «Mai a Nuoro a nessun segretario dei partiti tradizionali era capitato di dover gestire una fase di transizione di questo tipo in uno scenario politico surreale – la premessa di Arghittu –. Lasciare la segreteria e dimettermi sarebbe il gesto più facile da compiere. Ma non lo farò. Con grande umiltà e senso della realtà bisogna prendere atto della sconfitta. In questo Pd sono state troppe le voci inascoltate, spesso emarginate dalla vita politica. È invece arrivata l’ora che in tanti si assumano le proprie responsabilità, senza nascondersi dietro nuovi profili, dai quali provare a trarre nuova linfa vitale. In provincia di Nuoro in questi anni è prevalsa una politica locale inefficace e divisa per appartenenze, incapace di dare risposte alle comunità. La classe dirigente del Partito democratico dovrebbe mettersi in discussione e analizzare le cause che hanno determinato una debacle di queste dimensioni. Un gruppo dirigente ormai logoro e stanco da decenni di lotte e battaglie, fuori dallo spirito del tempo, incapace di leggere i cambiamenti della società – ha sostenuto Antonio Arghittu, incurante del fatto che queste sue parole scateneranno una bufera di dimensioni inimmaginabili –. La sconfitta in città e nei diversi comuni è dovuta al fallimento di una classe dirigente che non è stata in grado di rinnovarsi, di tradurre in azione politica efficace le istanze che giungevano dal territorio. Non ci possiamo permettere di sbagliare ancora. Non possiamo consentire più tatticismi stantii, strumenti di una politica superata che la gente percepisce distante; giochi di prestigio che hanno logorato il partito e bloccato l'accesso dei cittadini alla partecipazione politica. Le responsabilità – ha insistito il segretario provinciale – hanno radici lontane e ben identificabili in una oligarchia incapace di leggere i processi socioeconomici e governarli, lacerata al suo interno da una conflittualità eccessiva; un notabilato impegnato nell'autoreferenzialità, nell'autocompiacimento e che non è stata in grado di ascoltare la gente e ha chiuso le porte del partito a chi avrebbe potuto dispiegare le energie migliori: i giovani.

«I pochi giovani iscritti al Pd sono semplicemente schiacciati dal sistema che non li anima, non li fa appassionare e li allontana dalla vita politica e dal partito – ha aggiunto Antonio Arghittu –. Dobbiamo costituire un nuovo partito giovane, non tanto per età anagrafica, ma per mentalità, per modo di pensare e di agire. Ribelliamoci alla negazione della democrazia al nostro interno, alle decisioni assunte in riunioni inaccessibili, che non tengono conto delle opinioni della base e dei militanti del partito. E' finita l'epoca delle epurazioni, delle faide, delle lottizzazioni. Da oggi inizia la fase delle inclusioni. Le nuove generazioni del Pd dovranno raccogliere la sfida del cambiamento e del rinnovamento fuori dalle appartenenze, fuori dalle influenze correntizie che hanno impedito di liberare le energie migliori. Apriamo veramente il partito, accogliamo i giovani, impieghiamo le nostre energie per progetti strategici, elaboriamo politiche attive per Nuoro e il territorio – ha continuato –. Abbiamo il coraggio dell'umiltà e bandiamo la presunzione e l'arroganza, dando ascolto alla gente che chiede soluzioni per affrontare una quotidianità difficile, dobbiamo dare ascolto ad una società in crisi per dare risposte a chi vive quotidianamente il dramma della disoccupazione e non sa come andare avanti. Abbiamo il dovere morale e politico di sostenere la coalizione di centrosinistra, di ridarle forza ed entusiasmo per affrontare questa fase. Le condizioni per la rinascita del Partito democratico sono queste – ha concluso il segetario provinciale eletto all’inizio del 2015 –: una segreteria che non risponda alle logiche tradizionali, nessuno potrà fermare il cambiamento che è in atto nelle nostre comunità e il partito deve reagire, rinnovarsi, svecchiarsi e imprimere un’accelerazione. La prossima segreteria provinciale sarà innovativa e slegata dalle appartenenze correntizie. Non ci sarà spazio per un percorso differente». (plp)

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