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Acqua, il sindaco ha revocato l’ordinanza

Il divieto era scattato una settimana fa, a seguito delle analisi eseguite dai tecnici dell’Arpas

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OLZAI. Questa mattina il sindaco Ester Satta ha revocato l’ordinanza di divieto di utilizzo dell’acqua dell’acquedotto comunale ai fini alimentari e consumo umano. Il divieto era scattato una settimana fa, a seguito delle analisi eseguite dai tecnici dell’Arpas di Nuoro. Analisi che avevano evidenziato alcuni parametri microbiologici fuori norma. Di conseguenza, l’11 giugno l’Asl di Nuoro aveva chiesto al sindaco di Olzai l’adozione dei provvedimenti necessari per riportare a norma i parametri di potabilità dell’acqua distribuita dall’acquedotto autonomo “Bisìne”. Il giorno successivo il sindaco, appena eletto, ha firmato l’ordinanza di divieto. In realtà, però, i parametri dell’acqua erogata dall’acquedotto di Olzai erano già a norma dal 10 giugno 2015, sulla base dei prelievi di routine effettuati dal laboratorio convenzionato Ecosarda srl di Orani. Il referto dell’Ecosarda era stato inviato all’Asl il 15 giugno e, il giorno successivo, l’Arpas ha eseguito ulteriori prelievi e controanalisi dell’acqua, confermando la “conformità ai valori di parametro fissati dal Decreto Legislativo n. 31/2001”. Quindi, nella tarda mattinata di ieri, il Sian di Nuoro ha finalmente autorizzato la revoca dell’ordinanza sindacale di divieto. Una prassi burocratica imposta dalla legge che è stata osservata dal sindaco Ester Satta e, quindi, nessun ritardo o omissione può essere attribuita all’amministrazione comunale. «La gestione autonoma del nostro acquedotto – Tiene a sottolineare il sindaco _ non è paragonabile ai disagi causati in altri paesi dal gestore unico Abbanoa. La qualità dell’acqua di Olzai è sempre ottima, poiché proveniente da sorgenti cristalline. L’ultimo disguido, causato da un temporale e dai fulmini che hanno bloccato per una notte l’impianto di clorazione, è stato risolto in poche ore dal fontaniere. È appena il caso di segnalare che simili disguidi si verificano al massimo due volte all’anno. Infatti, dal 2010 al 2014 sono state emesse appena sette ordinanze sindacali di divieto di potabilità dell’acqua. Un punto irrinunciabile – conclude Ester Satta – è la continuità della gestione autonoma della risorsa idrica e degli impianti che servono l’abitato, sia per garantire l’efficienza del servizio, sia per limitare il costo a carico degli utenti, come abbiamo indicato nel programma amministrativo della nostra lista S’Arvessida». (g.m.s.)

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