Accordo tra il Consorzio e il Distretto spaziale
L’ipotesi è prendere in affitto per un periodo di cinque anni lo scalo di Arbatax Ma dal primo giugno al 30 settembre potrebbe essere destinato a fini turistici
Come riportato ieri dalla Nuova, venerdì 17, l’AliArbatax, e il socio unico della stessa società in liquidazione, il Consorzio industriale provinciale, hanno ricevuto una lettera d’intenti dal Dass (Distretto aerospaziale della Sardegna) con la richiesta di affitto dell’aeroporto per un lustro, per otto mesi all’anno, con l’esclusione del periodo dal l’1 giugno al 30 settembre. Periodo che potrà essere utilizzato per la gestione a fini turistici dell’aeroporto. La lettera è stata firmata dal presidente del cda del Dass, Giacomo Cao, e per accettazione dal presidente del Consorzio industriale provinciale Ogliastra, Mimmo Lai. Nella stessa giornata, in serata, il cda del Consorzio industriale, guidato dal presidente Mimmo Lai, ha deliberato di approvare la lettera di intenti fra il Distretto aerospaziale della Sardegna, lo stesso Consorzio e l’AliArbatax spa in liquidazione «per la gestione dell’infrastruttura aeroportuale di Tortolì-Arbatax e autorizzare il presidente Lai alla sottoscrizione della medesima e a definire il rapporto contrattuale con il Dass. La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile «al fine di formulare, al più presto, una proposta economica per l’affitto della struttura per anni cinque, per otto mesi all’anno per ciascun anno, considerata come un avvio della trattativa che, qualora giunga a un risultato utile, dovrà comunque essere conclusa con le procedure statutarie e legali per ognuno degli enti stipulanti». Il Dass ha in definizione, con la Regione, un accordo di programma che prevede «lo sviluppo di una piattaforma di test, validazione e certificazione permanente (Unmanned test range), per sistemi aerei e acquatici a pilotaggio remoto». Il Dass ha visionato lo scalo di Tortolì, che appare idoneo allo scopo «pe rla sua collocazione, perle buone condizioni della struttura, per la presenza di una vasta area interdetta, per ragioni militari, alla navigazione aerea».
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