Borse di studio da 30 euro, polemica a Siniscola
Zente Nova all’attacco. Ma l’assessore Carta spiega: la dicitura è sbagliata, si tratta di aiuti economici
SINISCOLA. Arrivano i soldi a sostegno delle famiglie, in riferimento all’anno scolastico 2013/2014, ed è subito polemica, vista la quota pro capite che spetterà ad ogni studente, anche se l’assessore all’Istruzione Piero Carta non è dello stesso avviso. L’importo complessivo che, secondo la deliberazione della giunta regionale, va sotto il nome di borse di studio, ammonta a 16.731 euro. La divisione è di 30 euro a studente di scuola primaria e secondaria di primo grado, e 40 euro per quelli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado. Zente Nova parla di presa in giro da parte dell’amministrazione locale nei confronti dei genitori degli studenti che – si legge in una nota – «si quotano per acquistare pure la carta igienica». La questione posta dal gruppo d’opposizione verte su fatto che le risorse impiegate per l’istruzione siano sempre più risicate, ma le priorità dell’amministrazione locale siano mirate ad altro. Viene citato l’affidamento di 100mila euro all’università di per il piano traffico e per quello delle terre civiche, il mutuo di 200mila euro per il rifacimento del tetto della chiesa di Santa Lucia su un totale di 600mila, «neanche fosse d’oro – dice Zente Nova, che aggiunge – mentre per la scuola media della frazione La Caletta sono stati spesi 400mila euro ed i lavori non sono ancora completati». In buona sostanza per Antonio Satta, portavoce del movimento, vista l’irrisoria somma destinata al rimborso delle famiglie per la scuola, per l’anno scolastico di riferimento, il Comune avrebbe potuto incrementarla attingendo dalle proprie casse, per accontentare tutti, oppure redistribuire i soldi ad un numero limitato di famiglie, le più bisognose, in maniera tale che la cifra pro capite non sembrasse una semplice “pacca sulla spalla”. Il documento si chiude con la considerazione che «la giunta Celentano», risulta essere, «refrattaria a qualsiasi politica di buonsenso», dice Zente Nova, ricordando inoltre altre operazioni, come Manlio Selis e Primavera in Baronia, che sono state alquanto discutibili, alla luce di una impalpabile ricaduta economica. L’assesore Carta fa sapere che, nonostante si riporti la dicitura borse di studio, si tratta di aiuti economici per l’acquisto di beni primari per l’istruzione, come libri e manuali didattici, spiegando così la scelta di una distribuzione a pioggia e non secondo criteri di merito.
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