La Nuova Sardegna

Nuoro

Il nuovo consiglio pronto all’esordio

di Francesco Pirisi
Il nuovo consiglio pronto all’esordio

All’ordine del giorno il giuramento del sindaco Andrea Soddu e la surroga dei consiglieri nominati assessori

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NUORO. Domani è il gran giorno per la nuova amministrazione civica, scaturita dalle elezioni del 31 maggio e dal successivo ballottaggio. Alle 9 si riunisce il consiglio comunale, convocato dal sindaco Andrea Soddu. All’ordine del giorno il giuramento dello stesso Soddu. Dopodiché sarà presentata la giunta, espressione della coalizione civica, rafforzata dai partiti la Base e il Psd’Az, che ha sconfitto la formazione del sindaco uscente Alessandro Bianchi. Un passaggio prioritario sarà l’elezione del presidente del consiglio. Tra le ipotesi di una certa consistenza c’è quella del medico-odontoiatra Paolo Manca, leader del movimento “La Città in Comune”. L’interessato non conferma, né smentisce: «L’indicazione deve essere condivisa dall’intera coalizione. Non so se si opterà per la persona di esperienza, e in questo caso potrei essere l’uomo giusto, oppure, che ne so, per il più votato».

Un confronto sul punto c’è stato ieri sera, prima nella riunione tra i capi-partito e subito dopo nell’assemblea dei consiglieri di maggioranza. Domani l’ufficializzazione, senza ritardi, perché, aggiunge Manca, «non è proprio il caso di presentarsi alla città senza una scelta convinta e unitaria». Una nomina di certo all’interno della coalizione vincente, considerato che è tramontata l’ipotesi di trovare un accordo per affidare il ruolo al movimento Cinque stelle. Ma le novità non saranno le uniche. L’assemblea civica infatti dovrà procedere alla surroga (alla sostituzione) dei consiglieri chiamati a svolgere il ruolo di assessori: Sebastian Cocco (La Base), Valeria Romagna (Scegliamo Nuoro), Maria Giuseppa Boi (La Città in Comune), Giuliano Sanna e Antonio Belloi (Psd’Az) e Marcello Seddone (Ripensiamo Nuoro).

Per ognuno di essi entrerà in consiglio il primo dei non eletti della lista di appartenenza. I due ruoli sono incompatibili nei Comuni sopra i 15mila abitanti, come ha confermato un anno fa la legge Delrio. Sarà anche il primo consiglio ridotto a 24 membri rispetto ai 40 del passato. Una cura dimagrante, sempre da parte del legislatore, che se toglie un pizzico di rappresentatività popolare, concentra ruoli e responsabilità in persone precise e scelte, chiamate a rispondere alle esigenze ordinarie della popolazione, a iniziare dalla gestione attenta dei servizi, a maggior ragione in un tempo in cui sono i cittadini stessi a pagare di tasca tante delle voci di spesa. Ma con in più la responsabilità di andare anche allo straordinario, per gli ambiti e le fasce sociali meno fortunati, dove si chiedono opportunità di lavoro, una casa o l’aiuto per far fronte alle necessità primarie. Sotto l’aspetto politico sarà la prima amministrazione dopo 35 anni di giunte di centro, di sinistra e soprattutto di centro-sinistra, queste ultime rafforzatesi nel tempo della Seconda repubblica, quando è diventato una questione vitale riunire ciò che rimaneva delle vecchie sigle della Dc e del Pci. Gli eredi saranno questa volta nei banchi di opposizione, sotto la guida di Alessandro Bianchi, sindaco negli ultimi cinque anni. Un amministratore caduto anche per l’imperversare della lotta interna al Pd, dopo l’illusione di una ritrovata armonia, sbandierata e poi nei fatti tradita nelle urne. Divisioni deleterie più dello stesso controverso mandato, segnato dalla contestazione per le tasse, dai tira e molla in maggioranza, ma anche da realizzazioni quali il Puc, la caserma di Pratosardo, oltre allo sblocco del progetto per la scuola forestale.

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