Ottana, progetto Serras «No al vapore di Clivati»
L’ex sindaco Gian Paolo Marras boccia l’idea dell’assessore Maninchedda «Non vorrei che fosse un modo per legare il futuro alla centrale elettrica»
OTTANA. «Il sostegno dell’assessore regionale Paolo Maninchedda al progetto Serras, presentato dal Comune di Ottana, è importante, ma a fornire il vapore per il riscaldamento delle serre non deve essere necessariamente Ottana Energia, almeno fino a quando questa azienda continuerà a produrre energia con olio combustibile btz». L’ex sindaco di Ottana, Gian Paolo Marras, come sempre, non ha peli sulla lingua. Così, all’assessore ai Lavori pubblici della giunta Pigliaru, che, riprendendo il progetto Serras nell’ambito della ricollocazione degli ex tessili, aveva agganciato il futuro dell’iniziativa «alla disponibilità, già confermata dall’azienda energetica, di fornire il vapore gratuitamente», manda a dire di non essere d’accordo.
«Va bene la condivisione del progetto – dice Gian Paolo Marras –, ma non va bene il fatto che la sua realizzazione e soprattutto il suo futuro dipendano dalla somministrazione del vapore necessario da parte di Ottana Energia, neppure se questo viene fornito gratuitamente».
La posizione dell’ex sindaco Marras, viste anche le polemiche che, quando era primo cittadino di Ottana, lo hanno contrapposto più volte al patron Paolo Clivati, potrebbe sembrare preconcetta. «Niente di tutto questo – precisa Marras –. Il progetto Serras contiene già al suo interno il supporto autonomo da fonti energetiche rinnovabili e a bassissimo costo costituite dal vapore prodotto da impianti a energia termica solare in grado di soddisfare la necessità di produzione e di trasformazione dei prodotti agricoli».
Non solo. La disponibilità dei terreni e la costruzione degli impianti sarebbe a costo zero. «L’azienda che costruirebbe gli impianti – fa sapere l’ex sindaco di Ottana, padre e inventore del progetto Serras – sarebbe disposta ad acquistare i terreni ex Legler per installare il parco termodinamico e mettere gli immobili a disposizione per costruire le serre. L’energia verrebbe fornita a prezzo politico per cinque anni, mentre la costruzione e la manutenzione degli impianti darebbe lavoro alla manodopera locale». Tutti punti a favore dell’autonomia energetica delle serre. «Si tratta oltretutto – sottolinea Gian Paolo Marras – di energia pulita. Quella di Ottana Energia, invece, è prodotta ancora da olio combustibile btz».
Tutto da vedere anche il costo dell’approvvigionamento dall’azienda energetica del gruppo Clivati.
«Chi sosterrebbe i costi per la manutenzione del collegamento tra l’impianto e le serre visto che la condotta verso la ex Legler esiste già? – osserva l’ex sindaco - E, se pure questo fosse possibile, quanti posti di lavoro resterebbero in piedi una volta ripristinata la condotta?». Gian Paolo Marras, nella proposta di collegamento tra Ottana-Energia e progetto serre, insinua anche un altro concetto. Apparentemente malizioso, ma non troppo.
«Non vorrei – dice – che, alla fine, il futuro dell’attuale centrale elettrica fosse supportato dal fatto di produrre il vapore necessario per le serre». Una sorta, insomma, di “essenzialità” per mantenere in vita un progetto innovativo tramite l’energia di una centrale che innovativa non è. La politica energetica, insomma, nella Sardegna centrale, è tutta ancora da inventare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
