Ottana, chimica verde attacco della Cgil contro Maninchedda
No alla proposta dell’assessore regionale ai Lavori pubblici «Messo in discussione percorso di rilancio condiviso da tutti»
OTTANA. «Non è cosa buona che, a distanza di quattro mesi dalla data di scadenza della cassa integrazione, un assessore regionale metta in discussione un percorso di rilancio condiviso finora da azienda, lavoratori, sindacati, Provincia e Regione, per una proposta di modifica delle produzioni che vada in direzione di una indefinita chimica verde basata solo su buone intenzioni». I segretari provinciali della Cgil, Salvatore Pinna, e della Filctem-Cgil, Sergio Zara, respingono a muso duro la proposta dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Paolo Maninchedda, di trasformare la chimica tradizionale dello stabilimento di Ottana (il cosiddetto ciclo del pet), in una filiera della chimica verde per la produzione di biopolimeri. «La vera scelta strategica per Ottana – aveva detto l’esponente della giunta Pigliaru – è quella della chimica verde». I due sindacalisti respingono anche l’accusa dell’assessore regionale di Macomer secondo il quale il rilancio della produzione del pet (plastica per bottiglie) di Ottana Polimeri sarebbe sostenuta solo da una parte del sindacato. «Si tratta di un’affermazione sbagliata e fuorviante – attaccano i due leader della Cgil nuorese – che va respinta e contestata tenacemente». E, per farlo, ricordano il percorso che, pur senza alimentare alcun pregiudizio verso la chimica verde ha portato tutti i soggetti coinvolti a sostenere il rilancio della produzione tradizionale di Ottana Polimeri.
«Questa strada – fanno sapere Pinna e Zara in una nota congiunta – venne indicata in un documento sottoscritto dai lavoratori, dalla Rsu e dai sindacati lo scorso ottobre. In tutti gli incontri successivi nessuno ha mai smentito questa linea, sposata a gennaio 2015 anche dalla Regione e da Ottana Polimeri. All’azienda – proseguono i sindacalisti – venne chiesto di verificare la fattibilità del progetto di una modifica impiantistica sullo stabilimento di Sarroch che permettesse un taglio sostanziale dei costi di produzione del paraxilene, principale materia prima per il pet di Ottana. Alla Regione venne, invece, chiesto un intervento su Eni affinché mettesse a disposizione una sezione di impianto dello stabilimento Versalis di Sarroch per realizzare le modifiche. Questa strategia è stata fatta propria anche da Ottana Polimeri che ha recentemente confermato ai lavoratori la volontà di proseguire il progetto di rilancio del pet. Su questo fronte – attaccano ancora i due segretari della Cgil – l’assessore Maninchedda ha avuto quasi un anno di tempo per solidarizzare con i lavoratori e fare proposte costruttive. Invece si è limitato a una presa di posizione inopportuna e intempestiva, fatta per di più a ridosso di un importante incontro». L’8 luglio, infatti, al tavolo dell’assessorato regionale all’industria, si terrà in incontro tra Regione, azienda e parti sociali, per affrontare le problematiche di Ottana Polimeri. Incontro sollecitato più volte dagli stessi sindacati. «Purtroppo – sottolineano Pinna e Zara – registriamo un grande ritardo della Regione nel realizzare quanto si era deciso nei tavoli e, cioè, il coinvolgimento di Eni per poter realizzare il rilancio della filiera del pet in Sardegna. Non vorremmo che i ritardi siano stati causati dal remare contro di qualcuno».
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