Prevosto: «La crisi del Pd? Azzerare tutti i vertici»
Durissimo intervento davanti alla platea della direzione regionale del partito «La guerra per bande ci sta portando serenamente verso l’estinzione»
NUORO. «L’azzeramento di tutti gli organismi di partito per una nuova composizione tutta nel segno del rinnovamento e non in quello della capacità di comprare tessere. A tal fine non va esclusa la convocazione, e se necessario l’autoconvocazione straordinaria, perché eccezionale è la situazione, di un assemblea di iscritti e simpatizzanti, volta ad individuare percorsi politici utili al rilancio del partito, con la partecipazione, mi auguro, del nostro segretario regionale e di tutti i leader regionali interessati».
La sconfitta del Pd alle comunali di Nuoro inizia a produrre i suoi effetti. È Carlo Prevosto che nel corso dell’ultima direzione regionale del Partito democratico ha risvegliato la platea stanca e affaticata con un durissimo intervento che ha fatto seguito all’invito di Tore Cherchi a spiegare le ragioni della sconfitta nuorese. Un vero e proprio j’accuse contro i dirigenti nuoresi del partito.
La sconfitta, spiega Prevosto, «nasce dalla lacerazione creatasi alle amministrative 2010 con la mancata celebrazione delle primarie (Deriu contro Arbau) che ha innescato una dinamica dirompente all’interno del partito, con la perdita di consistenti pezzi di elettorato e di dirigenti politici. Il gruppo dirigente che aveva sino a quel momento retto il partito, è venuto alle mani, innescando una guerra per bande sulla pelle del Pd. Il congresso è durato oltre otto mesi e ha visto contrapporsi “il partito delle clientele” (accusa di Pirisi a Deriu, ndr) contro “il partito del vitalizio”(accusa di Manca a Cucca e Barracciu, ndr) e in realtà non si è ancora concluso. Il bottino di questa ennesima lacerazione è , presumibilmente, il posto di parlamentare delle prossime elezioni politiche».
Sul voto del Comune capoluogo, Carlo Prevosto picchia chiaramente sull’amministrazione uscente: «Il Comune è stato oggetto di aspre critiche per un aumento spropositato di tasse e tributi locali. Una vera e propria rivolta. La gestione dell'intera vicenda è stata all'insegna del peggior dilettantismo politico». E contesta le manovre all’interno del partito per evitare il ricorso alle primarie: «si compongono organismi centellinati dalle solite due correnti che si dividono e spartiscono la lista in modo tale da rendere blindata la conferma dell’uscente». «Congresso cittadino rimandato sapientemente più volte per oltre due mesi, con lo scopo di impedire anche materialmente le primarie». «Per non correre rischi si usano le istituzioni, vedasi nomina del consiglio direttivo dell’Università nuorese, per sigillare accordi congressuali». Prevosto, che insieme a Lucia Chessa e Clara Michelangeli, ha chiesto, sin da aprile 2014 le elezioni primarie sia per i congressi Pd che per la scelta dei candidati sindaci delle amministrative, non dimentica nemmeno di lanciare una proposta-minaccia: «Chi ha condotto il partito al disastro si astenga da ogni ulteriore intervento in questa fase, poiché, se la scelta è continuare a dare rappresentanza e potere a chi ha distrutto il partito nel territorio, ci stiamo avviando serenamente verso l’estinzione».
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