La Nuova Sardegna

Nuoro

Comincia l’era Soddu «Una svolta per la città»

di Francesco Pirisi

Le prime reazioni all’esordio nell’aula del nuovo consiglio comunale Manca: «Momento storico». Montesu: «Faremo un’opposizione senza sconti»

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NUORO. La stagione di Andrea Soddu è scattata giovedì in consiglio, nel momento in cui il primo cittadino ha giurato fedeltà alla Costituzione, alle istituzioni regionali, e la dedizione per le attese di comunità e territorio. Il leader di La Città in Comune, Paolo Manca, ha parlato di «una svolta politica e una pagina che rimarrà nella storia di Nuoro». L’elezione ha rappresentato la fine dell’esperienza del centrosinistra nel municipio di via Dante, dopo 35 anni. Prima per un periodo uguale e preciso era stato il tempo di amministrazioni di centro, a guida Dc. L’alternanza, questo l’elemento nuovo, è che all’amministrazione finita all’opposizione si è sostituita un formazione di “civiche” e l’opposizione di centrodestra continua a rimanere negli stessi scranni dell’aula. Tanto da arrivare a pensare che poi il sentire politico e il privilegio di parte non si sia ribaltato del tutto, anche per via della presenza di forze come il Psd’Az e soprattutto La Base che alla Regione governa con Pd e partiti di sinistra.

Ma chi per anni è stato l’emblema della fazione accusa la battuta d’arresto e non la maschera. Tore Fenu, consigliere uscente dei democratici, è tra il pubblico che ascolta l’esordio di Soddu: «In democrazia l’alternativa è da mettere tra le eventualità. Poi c’è stata la novità delle liste civiche. Certo la sconfitta è risultata pesante. Non ci ha giovato il fatto di avere amministrato in un tempo di crisi generale. Negli ultimi cinque anni il Comune ha ricevuto 18 milioni in meno di fondi. Non siamo riusciti a comunicare sia questo, sia le cose comunque realizzate». L’analisi esce però subito fuori dalla rassegnazione per quello che può essere un errore, quasi un’ingenuità, per andare a cercare una delle “omissioni”: «Penso alla segreteria locale e ai suoi 100 iscritti, che potevano portare per la città il nostro messaggio». Il rilancio del Pd è comunque fuori dall’aula e per Fenu è fattibile «solo se prevalgono le ragioni dell’unità». In consiglio si gioca invece un’altra gara, dove anche i democratici saranno parte. Ma lo saranno per posizionamento detto e ribadito, oltre a Cinque Stelle, soprattutto le forze ex berlusconiane, andate alla guerra elettorale senza le vecchie insegne, in ordine sparso. Peppe Montesu, uno dei pochi che tiene lo scranno, ha detto a Soddu: «Faremo un’opposizione senza sconti, consapevoli che la nostra collocazione consiliare ci chiede di essere di stimolo e pungolo». Linea sposata dal capocoalizione Basilio Brodu, da Pier Luigi Saiu, che nell’assemblea potrà far pesare quell’11 e passa per cento fuori dal Pdl che l’aveva espresso cinque anni fa. Il consigliere (e segretario regionale del Centro democratico), Nicola Selloni ha fatto capire che ci potrebbero essere opposizioni o comunque intenzioni non univoche, con l’offerta di una mano alla giunta Soddu: «In noi non troverete avversari, ma persone concrete che vogliono dare un contributo al governo della città».

Una posizione come di mezzo, se non nella forma, nella prassi, forse perché arrivato al quinto mandato Selloni vede crescere anche la responsabilità: «Nuoro è una bella comunità e chi viene eletto per governarla deve essere convito del valore di essere stato scelto e del dovere di fare di tutto per migliorarla». Ciò che è stato in campagna elettorale, compagni di viaggio compresi, non è comunque fatto da dimenticare, neppure per il dirigente del Centro democratico, che ripete la stessa lettura: «Abbiamo peccato nel non saper comunicare abbastanza quanto realizzato».

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