Ansie e paure degli operai per la scadenza della Cig
OTTANA. Mentre il futuro di Ottana Polimeri verso la chimica verde sembra dividere gli stessi sindacati, sugli ottantotto lavoratori dell’azienda incombe la scadenza della cassa integrazione...
OTTANA. Mentre il futuro di Ottana Polimeri verso la chimica verde sembra dividere gli stessi sindacati, sugli ottantotto lavoratori dell’azienda incombe la scadenza della cassa integrazione straordinaria. Il provvedimento, firmato alla fine di ottobre del 2014, scade il 9 novembre prossimo. Questo significa che, entro i prossimi tre mesi, bisognerà trovare una soluzione che consenta la ripresa produttiva. Altrimenti, senza soluzioni alternative, l’unica prospettiva è la proroga della cassa integrazione anche per il 2016. L’impegno sottoscritto lo scorso anno da tutti i soggetti coinvolti relativo “alla prospettiva di sviluppo dell’attività attraverso la futura ristrutturazione dell’azienda e il processo di ristrutturazione degli impianti” finora è rimasto lettera morta. Accantonato il primo approccio verso la chimica verde del biopolimero proposto dall’azienda, alla fine è prevalsa la linea di seguire il rilancio della chimica tradizionale che prevede la ripresa produttiva del pet. Una strada irta di difficoltà perché, per mandare avanti questa strategia, occorre la materia prima del paraxilene. Quella che, un tempo, produceva per Ottana Polimeri lo stabilimento Versalis di Sarroch di proprietà dell’Eni. Che è chiuso da un anno. Per avere la materia prima occorre rimetterlo in marcia tagliando i costi di produzione. Per farlo occorre, però, acchiappare l’Eni e farlo sedere a un tavolo di trattativa. Cosa che deve fare la Regione. Ma che, finora, non ha fatto. Nel frattempo sta per scoccare l’anno della cassa integrazione. Senza che i lavoratori sappiano nulla sul loro futuro. (f.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google