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Casa crollata, il perito del giudice scagiona gli imputati

NUORO. «Quel tipo di pilastro non doveva essere fatto così, non corrisponde allo schizzo». È stato piuttosto chiaro, ieri mattina, in udienza davanti al giudice monocratico Mariano Arca, il perito...

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NUORO. «Quel tipo di pilastro non doveva essere fatto così, non corrisponde allo schizzo». È stato piuttosto chiaro, ieri mattina, in udienza davanti al giudice monocratico Mariano Arca, il perito nominato dal tribunale, l’ingegnere idraulico Davide Sechi, che si è avvalso della collaborazione di un esperto geotecnico, Martis.

Come già aveva spiegato nel corso di un incidente probatorio disposto diverso tempo fa nell’ambito dello stesso procedimento, il professionista, con la sua deposizione, ha dunque di fatto scagionato, o quantomeno alleggerito di molto, la posizione degli attuali due imputati del processo nato dal crollo di una palazzina a Orani.

I due imputati sono Andrea Brundu, il costruttore edile, e Anna Murru, l'ingegnere direttore dei lavori. L’episodio contestato, che poi è approdato in un processo, risale al 22 febbraio del 2008.

Quel giorno un muro posizionato al limite tra due proprietà a Orani cade e crolla sulla casa del terreno confinante, di proprietà di Pier Paolo Siotto, al numero 105 del centralissimo corso Italia di Orani. In quattro, erano finiti nei guai per questo crollo: oltre a Brundu e a Murru, erano stati rinviati a giudizio anche i due comproprietari del terreno confinante alla casa dove era caduto il muro. Ma questi ultimi avevano preferito patteggiare una condanna a otto mesi con la condizionale.

Secondo l'accusa sia i due sia Brundu e Murru avevano «cagionato colposamente, in concorso tra loro, il crollo parziale della casa di Pier Paolo Siotto, al corso Italia 105, come causa immediata e diretta dei lavori eseguiti sul terreno Lai-Mureddu».

Ieri mattina, tuttavia, il perito nominato dal giudice ha di fatto scagionato gli ultimi due imputati rimasti per questa vicenda dicendo, in sostanza, che il crollo era legato a un pilastro che non era stato fatto come si sarebbe dovuto e secondo le indicazioni degli esperti.

Il processo riprenderà tra qualche mese, dopo l’estate, con l’audizione dei consulenti della difesa, rappresentata dagli avvocati Lorenzo Soro e Stefania Murru.

Sempre dopo l’estate, alla ripresa delle udienze, verrà fissato il calendario delle prossime tappe della vicenda giudiziaria che si avvia ormai a conclusione. (v.g.)

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