La Nuova Sardegna

Nuoro

Prevosto propone un patto per la Zona franca urbana

Prevosto propone un patto per la Zona franca urbana

«Occorre uno sforzo unitario da parte di tutti per vincere questa grande sfida» Il modello applicato nel Sulcis potrebbe ridare ossigeno anche alla Barbagia

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. «Allo Stato va proposto, oltre che un patto, un “affare”: il nostro territorio ha sempre costituito un costo e non una risorsa. Investendo oggi, con la concessione del sistema della Zona franca urbana, lo Stato, oltre a soddisfare le nostre rivendicazioni risolvendo un problema immediato, aprirà un percorso di salvaguardia, consolidamento e crescita del tessuto produttivo locale, che nel lungo periodo avrà un  ritorno economico sotto forma di tributi pagati». Carlo Prevosto ha le idee chiare. Oggi che di Zona franca se ne parla concretamente (è tra i programmi della nuova amministrazione comunale capitanata da Andrea Soddu), ma anche ieri. Ieri: è nella campagna elettorale per le regionali del febbraio 2014, infatti, che Prevosto, in corsa allora con il Pd, lanciò la prima sfida. «Le cose non succedono per caso. Bisogna dare atto che nel Sulcis tutta la classe dirigente si è mossa con obiettivi precisi da perseguire giorno per giorno, costruendo le alleanze politiche ed economiche necessarie. Un esempio virtuoso che va riproposto in tempi brevi anche a Nuoro» ribadisce l’esponente del Pd.

«L’istituto della Zona franca urbana nasce dall’esperienza francese, iniziata nel 1996 con 42 Zfu e oggi attivo in oltre 100 quartieri, a dimostrazione della sua efficacia – spiega Prevosto –. Il meccanismo consiste nell’individuazione di aree urbane ed extra urbane, caratterizzate da significativi fenomeni di disagio sociale, economico e occupazionale, e con potenzialità di sviluppo inespresse, di dimensione minima prestabilita, dove si concentrano programmi di defiscalizzazione per la creazione di piccole e micro imprese».

Questi programmi di agevolazioni alle imprese consistono in esenzione dalle imposte sui redditi, esenzione dall’Irap, esenzione dall’imposta municipale propria, esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

«Si tratta, in sostanza – spiega ancora Prevosto –, di un sistema di esenzione prima totale e poi progressivamente parziale (sino ad eliminazione dell’esenzione nei 15/20 anni) dalle principali imposte e tasse che andrebbe applicato alle micro e piccole imprese – cioè quelle sino a 50 dipendenti – per un totale massimo di 200 mila euro in tre anni. Per funzionare tale istituto ha necessità di poter spiegare i suoi effetti in un lasso di tempo lungo (almeno 15 anni). In Sardegna tale sistema è in corso di applicazione nel Sulcis – ricorda Prevosto –. L’iter procedurale utilizzato lo si può schematizzare così: si fissa il limite “de minimis” per non incappare nel veto dell’Unione europea contro gli aiuti di stato; attraverso i propri parlamentari e esponenti istituzionali, si trova un accordo col governo e con la maggioranza che lo sostiene, sia nazionale che regionale, per lo stanziamento delle risorse necessarie; si predispone un testo di legge istitutivo della Zona franca urbana».

«Questi strumenti da soli darebbero ossigeno alle nostre aziende, ma non sarebbero la soluzione dei nostri problemi – avverte tuttavia il promotore della Zfu a Nuoro –. Accanto alle agevolazioni fiscali – argomenta infine Carlo Prevosto – occorre mettere in campo progetti di investimento pubblici finalizzati al rilancio di tutti i settori produttivi del nostro territorio, dall’università alla filiera agro-pastorale, ecc. Il Piano strategico elaborato dall’allora Provincia di Nuoro costituisce una buona base di partenza in materia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative