Fucilata a casa del sindaco di Mamoiada, a giudizio un elettricista
Comincerà a settembre il processo per il tentato omicidio avvenuto nel novembre del 2012
NUORO. Era stato un autunno piuttosto caldo, e segnato da due attentati nell’arco di poche settimane, quello del 2012, per l’allora sindaco di Mamoiada, Graziano Deiana. Un autunno cominciato, a inizio novembre, con una molotov lanciata nel cortile della sua casa, proseguito con una fucilata esplosa verso le sue finestre, e terminato con le sue dimissioni e con il suo paese sceso in piazza per manifestargli solidarietà e pieno sostegno. Era stato un autunno caldo, ma per entrambi quegli attentati, la giustizia, evidentemente, ha fatto il suo corso: sia per l’episodio della molotov, sia per quello della fucilata esplosa verso la persiana, infatti, ci sono due nomi iscritti nel registro degli indagati.
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Ma mentre nel caso dell’attentato attraverso il lancio della molotov avvenuto alla fine di novembre 2012, il nome dell’indagato era già emerso, finora, quello del presunto responsabile della fucilata a casa di Deiana, avvenuto a inizio novembre dello stesso anno, era rimasto avvolto nell’ombra. Anzi, sembrava che le indagini fossero arrivate a un punto morto. Fino a martedì mattina. Quando nell’aula gup del tribunale, davanti al giudice Claudio Cozzella, si celebra una udienza che termina con il rinvio a giudizio di Stefano Manconi, un elettricista di Mamoiada proprio per la vicenda della fucilata a casa del sindaco Deiana. A Manconi, difeso dall’avvocato Giuseppe Sanna, viene contestato il reato di tentato omicidio. Il processo, a dibattimento, comincerà alla fine di settembre.
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