Testimonzos, la Procura convoca tutti i lottisti
Prospettate le tre alternative: «O demolite, o demoliamo, o create il Consorzio» Un incontro anche in municipio tra i mediatori: associazione Foglio 51 e Comune
NUORO. Alle 10 di ieri mattina, con un rotolone di carte e mappe al seguito, il presidente dell’associazione Foglio 51 dei lottisti di Testimonzos, Fabrizio Melis, sale le scale che portano alla Procura. Affianco ha l’avvocato nuorese Giulio Mura, al quale l’associazione ha appena affidato il compito di sbrogliare la matassa di regole necessarie per creare un Consorzio di lottisti, e di adattarle alle direttive del piano urbanistico comunale approvato qualche mese fa. È l’ennesima tappa, l’ennesima giornata fatta di riunioni, convocazioni in Procura, vertici con il Comune, di una corsa contro il tempo per evitare che le 88 sentenze di demolizione di altrettanti abusi edilizi a Testimonzos diventino realtà.
Per fermare il rischio-ruspe, in realtà, già da tempo i lottisti, con il pieno sostegno del Comune, hanno trovato la via d’uscita: l’associazione deve diventare un consorzio vero e proprio. Solo che per metterlo su, dice la legge, e lo ricorda anche l’avvocato Mura, devono aderirci almeno il 75 per cento dei lottisti. E qui nascono i problemi. Come è emerso anche ieri, nel corso dei due momenti di incontro in Procura e in Comune– uno alle 10, l’altro alle 16 – non tutti i lottisti di Testimonzos sono d’accordo. Non tutti vogliono confluire in un Consorzio.
«Ma noi lo ribadiamo ancora una volta – spiega il presidente di Foglio 51, Fabrizio Melis – senza Consorzio non si può presentare un piano unitario per la riqualificazione della zona». E senza un piano di riqualificazione, sollecitato peraltro dal Puc approvato a marzo, c’è il rischio concreto che le sentenze di demolizione non restino ancora per molto sulla carta.
La vera scommessa, adesso, dunque, è quella di riuscire a convincere almeno il 75 per cento dei lottisti della zona, che al di là del Consorzio non esiste altra strada. Per questo motivo, da qualche settimana in Procura, si succedono incontri e vertici. E il Comune, con il sindaco Andrea Soddu e l’assessore Giuliano Sanna a fare da mediatori, così come i componenti e il presidente dell’associazione Foglio 51. Tradotto in parole molto povere, ai lottisti vengono prospettate tre opzioni: «O demolite da voi, o demoliamo noi, oppure create un Consorzio». Non esiste una quarta alternativa, almeno allo stato delle cose. Tra gli altri aspetti che anche ieri sono stati discussi durante gli incontri tra Comune e lottisti, c’è anche la necessità di avviare al più presto un censimento delle famiglie che vivono a Testimonzos perché l’obiettivo è quello di tutelare prima di tutto chi ha costruito un abuso per necessità, ovvero per risiederci. L’associazione Foglio 51, poi, vuole anche accertare con precisione chi ha costruito in zone che anche per il Puc sono inedificabili. Questi lottisti, stando alle direttive del Puc, dovrebbero traslocare e dovrebbero poter vantare un “credito edilizio”. Significa che potrebbero avere il permesso per costruire la stessa volumetria in un altro lotto di Testimonzos.
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