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Raffaele Arzu davanti ai giudici

L’accusa è di aver intestato ai familiari beni frutto di attività illecite

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LANUSEI. Ieri mattina tribunale di Lanusei “blindato” per l’arrivo dell’ex latitante talanese Raffaele Arzu. È sotto processo con l’accusa di avere intestato, a vari componenti della sua famiglia abitazioni, che per gli inquirenti sarebbero frutto di attività illecita.

Ieri mattina davanti sono stati sentiti alcuni testimoni. Raffaele Arzu, arrestato nel 2009 dopo sette anni di latitanza e condannato di recente all’ergastolo, si era visto confiscare beni immobili, per un valore complessivo di 400mila euro dai carabinieri del Ros che erano intestati ai fratelli. I sigilli erano scattati per tre immobili a Loiri Porto San Paolo, in Gallura. Secondo l'accusa, gli immobili sarebbero stati costruiti con i proventi di attività criminali che mise in essere nel periodo della latitanza. Accuse contro le quali si erano opposte i famigliari, la sorella in particolare che allora aveva dichiarato: «Quegli appartamenti, che non sono certo delle villette come qualcuno li ha definiti, li costruì mio padre (ebbe un terreno in permuta da una persona di Buddusò), in gran parte nel 1998, quando Raffaele aveva 19 anni e non aveva ancora avuto problemi con la giustizia».

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