La Nuova Sardegna

Nuoro

Il Consiglio discute le dimissioni di Ghisu

di Piero Marongiu
Il Consiglio discute le dimissioni di Ghisu

Borore, oggi prima riunione dopo lo tsunami giudiziario che si è abbattuto sul municipio

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BORORE. Lo tsunami che ha investito il paese e il suo sindaco Tore Ghisu, qualche settimana fa continua a far sentire i suoi effetti tra i cittadini. Oggi, a mezzogiorno, è in programma una riunione del consiglio comunale convocata dal vice sindaco Mario Trazzi. All’ordine del giorno un solo punto: le dimissioni del sindaco Salvatore Ghisu.

«Non è in nostro potere accettare o respingere le dimissioni del sindaco – si limita a dire Trazzi –. Noi ne prendiamo atto, e basta». A partire da oggi Ghisu avrà venti giorni di tempo per confermare o ritirare le sue dimissioni: passato quel termine le porte del Comune si apriranno alla gestione di un commissario straordinario. Qui nessuno crede nella colpevolezza di Salvatore Ghisu, sindaco rieletto con consenso ampio nella tornata elettorale dello scorso 31 maggio. Ghisu, secondo gli inquirenti della procura di Oristano, sarebbe colpevole di aver affidato appalti pubblici a tecnici amici. Nel calderone inquisitorio, insieme a Ghisu, c’è finito anche un tecnico del Comune. Ma a doversi difendere dalle accuse della Procura oristanese sono anche i tecnici dei Comuni di Nughedu Santa Vittoria e di Sedilo, e l’ex sindaco di Noragugume Michele Corda, geometra e presidente del Consorzio industriale della provincia di Nuoro. Sull’onestà del primo cittadino bororese, la stragrande maggioranza dei suoi concittadini è pronta a mettere la mano sul fuoco. E lo ha dimostrato lo scorso lunedì, quando oltre quattrocento persone si sono date appuntamento davanti alla sua abitazione con cartelli recanti attestati di stima nei suoi confronti e urlando slogan che chiedevano la sua liberazione. «I cittadini gli hanno voluto esprimere solidarietà e sostegno e vicinanza in questo difficile momento che sta attraversando. Tore Ghisu – dice ancora Mario Trazzi, e con lui molti altri bororesi – in tutti questi anni di servizio verso la nostra comunità non si è mai messo in tasca neppure un euro. Il suo tenore di vita, sempre umile e discreto, lo dimostra ampiamente». Il consiglio comunale in programma oggi, se non potrà respingere le dimissioni, sicuramente coglierà l’occasione per dimostrargli la vicinanza dell’amministrazione e la stima che i bororesi nutrono nei suoi confronti. «Adesso lasciamo che la giustizia faccia il suo corso – conclude Trazzi – ma siamo certi che il nostro sindaco uscirà pulito da questa vicenda».

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