La Nuova Sardegna

Nuoro

Un paese abbandonato e senza acqua potabile

di Piero Ma
Un paese abbandonato e senza acqua potabile

Mulargia, da oltre quattro mesi nelle case il liquido non è utilizzabile I settanta abitanti del piccolo centro non possono contare su alcun servizio

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MULARGIA. Sono più di quattro mesi che dai rubinetti delle case della piccola frazione di Bortigali non scende acqua potabile e gli abitanti devono fare i conti con le inefficienze di Abbanoa. Ma il problema non èdi adesso, e non è neppure nuovo. «Sono più di cinque anni – dice un anziano abitante –che conviviamo con questo problema». Quando piove con una certa intensità l'acqua della sorgente di “Sa tank'e Antoni Sanna”, che approvvigiona la rete idrica, diventa inutilizzabile a causa della presenza di sostanze nocive per la salute delle persone. Eppure questo piccolo centro, situato nella parte meridionale dell'altopiano di Campeda, che oggi conta una settantina di abitanti, abitato fin dall'epoca nuragica ha avuto i suoi momenti di splendore. Nel suo territorio, infatti, veniva estratta l'ignimbrite (una roccia vulcanica espulsa durante l'attività esplosiva del vulcano) utilizzata per realizzare le macine granarie: le mole, da cui “Mola”, il toponimo del paese.

«Adesso siamo completamente abbandonati da tutti – dice una signora allargando le braccia – . Di noi si ricordano solo in periodo di elezioni: allora vengono tutti, promettono, poi non si fanno più vedere. Abbanoa pensa solo a inviarci regolarmente le bollette per pagare un prodotto che non abbiamo e a chiedere soldi per pagare il deposito cauzionale, a risolvere il nostro problema non ci pensa». Settanta abitanti, solo cinque bambini, di cui la maggior parte in avanti con l'età. Qui ogni ragazza che si sposa va ad abitare da altre parti e il paese continua a spopolarsi irreversibilmente. «Forse qualcuno vuole che Mulargia muoia definitivamente», questo sembra essere il pensiero comune, che porta a fatalistica rassegnazione. Nella Mulargia attuale non c'è alcun servizio: l'unico negozio di generi alimentari, che fungeva anche da edicola e tabacchi, è chiuso da tempo e il bar pizzeria apre solo in poche occasioni. Il parroco viene solo la domenica, o in occasione delle feste comandate, per celebrare la Messa, mentre il medico arriva una volta alla settimana: "ad eccezione dei giorni prefestivi, in cui è attivo il servizio di guardia medica. Ormai sembra che nominare Abbanoa sia sinonimo di disgrazia, perennemente immanente. Intanto i pochi abitanti sopportando disagi di ogni genere, per la spesa, compresa quella dell'acqua da bere, devono andare a Bortigali o a Macomer, entrambi distanti circa sei chilometri. Per cucinare, invece, approvvigionano dalla fonte del vecchio lavatoio, distante qualche centinaio di metri dal paese. Abbanoa, prima o poi, sperano, risolverà il loro problema.

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