La Finanza denuncia un’intera famiglia per evasione fiscale
Arbatax, operazioni simulate per quasi 1,4 milioni di euro Nei guai un imprenditore che intestava i beni ai congiunti
ARBATAX. Un’imprenditore, di Cardedu, nei guai con il fisco, avrebbe tentato di disfarsi dei propri beni intestandoli, attraverso operazioni simulate e fraudolente, alla moglie e alla figlia. E così gli uomini della tenenza della Guardia di finanza di Arbatax, al comando del tenente Emidio Agrello, hanno denunciato un’ intera famiglia di Cardedu (padre, madre e figlia) ed effettuato un sequestro di immobili – fra uffici, laboratori artigianali e posti auto – per un valore di oltre 1,4 milioni di euro nella zona di Baccasara a Tortolì. Le fiamme gialle della tenenza della Gdf di Arbatax, in seguito a una complessa attività investigativa in materia di reati tributari, coordinata e diretta dalla procura della Repubblica di Lanusei, hanno denunciato un’intera famiglia di Cardedu (pare si tratti di Aldo Deina, di 73 anni, della moglie e di una figlia) con l’accusa di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte – circa 1,4 milioni l’ammontare delle imposte evase – ed eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta del procuratore della Repubblica, dal gip di Lanusei, su un complesso immobiliare a destinazione commerciale a Tortolì. L’imprenditore di Cardedu, già sottoposto in passato a una verifica fiscale da cui sarebbero scaturite violazioni penali e tributarie, nei cui confronti era già stato eseguito un sequestro di un immobile del valore di oltre 100mila euro, dopo aver perso il ricorso in Commissione tributaria, sulla base delle risultanze delle indagini del tenente Agrello, avrebbe pensato di disfarsi, quantomeno formalmente, del proprio patrimonio per sottrarsi alla futura attività di riscossione da parte dell’Erario. Per le fiamme gialle della tenenza di Arbatax, attraverso una serie di operazioni economiche simulate e fraudolente – costituzione di un fondo patrimoniale, conferimento di un ramo di azienda in una società di nuova costituzione e successiva cessione della totalità di quote alla moglie e alla figlia – sarebbe riuscito a trasferire, a titolo gratuito, la formale proprietà dei suoi beni alla moglie e alla figlia risultando, allo stato attuale, pressoché nullatenente. Le operazioni illecite sarebbero state poste in essere dall’imprenditore con l’unico scopo di sottrarsi al pagamento delle imposte. Il sistema fraudolento avrebbe così evitato l’attività di riscossione del fisco che, quindi, senza l’intervento della magistratura e della tenenza della Guardia di finanza di Arbatax, sarebbe stata destinata a finire nel nulla. Determinante, ai fini del buon esito delle operazioni illecite, il presunto concorso della moglie e della figlia dell’imprenditore. Il servizio delle fiamme gialle, finalizzato a impedire che soggetti, con il fine di sottrarsi al pagamento delle imposte, possano disfarsi pretestuosamente (e solo formalmente) del proprio patrimonio, rientra, quindi, nella più ampia attività svolta dalla Gdf.
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