Mustaro: «Perplessità sul riordino della rete ospedaliera isolana»
NUORO. «Solo pochi mesi fa nel dibattito politico si annunciava la nascita nel territorio nuorese del terzo polo sanitario. Oggi, ad una prima veloce lettura della bozza della “Riorganizzazione della...
NUORO. «Solo pochi mesi fa nel dibattito politico si annunciava la nascita nel territorio nuorese del terzo polo sanitario. Oggi, ad una prima veloce lettura della bozza della “Riorganizzazione della rete ospedaliera sarda” presentata dal presidente Pigliaru, pare che l’ospedale San Francesco di Nuoro diventi un presidio ospedaliero “rinforzato”. Che cosa voglia dire solo pochi lo sanno». Esordisce così la nota del segretario generale della Cisl Funzione Pubblica, Giorgio Mustaro che mentre sottolinea quanto la sanità nuorese in questi anni abbia investito per raggiungere livelli di eccellenza, tanto da meritare attenzioni nazionali ed internazionali, si dice perplesso sull’annuncio dei tagli sui dirigenti e sulla spesa improduttiva, lasciando inalterati i livelli di assistenza. «Nutriamo qualche perplessità su questo fronte – aggiunge il sindacalista – se, come si può desumere dalla proposta, l’ospedale San Francesco, molto vicino all’efficienza dei più grandi nosocomi isolani, viene di fatto declassato e comunque messo in una condizione di non poter crescere e competere alla pari con le più prestigiose strutture sanitarie sarde. Ma il dubbio più preoccupante che ci sorge è quello relativo alla spesa, al finanziamento, cioè in estrema sintesi, ai soldi che arriveranno a Nuoro su questi capitoli. Insomma, per dirla in soldoni: nutriamo la perplessità che una parte consistente di danaro, ora utilizzato per la sanità locale, non arriverà più in questo territorio, e verrà destinato laddove ci saranno le strutture di serie A. Va da se che, di conseguenza – aggiunge Mustaro – anche i livelli di assistenza per i cittadini di Nuoro e del suo hinterland subiranno una sensibile riduzione. Non entriamo nel dettaglio della bozza, per evidenti motivi di spazio, lo faremo nelle sedi opportune, ma valutiamo positivamente la scelta sul San Camillo di Sorgono a cui viene garantita una certa salvaguardia, ma ci chiediamo, nel contempo, che fine farà l’ospedale di Macomer. Ribadiamo che non stiamo esprimendo un giudizio sul progetto di riordino presentato dalla Regione, ma ci candidiamo, come Cisl Funzione Pubblica di Nuoro, ad essere un soggetto attivo nel dibattito che nei prossimi due mesi coinvolgerà la società sarda sulla nuova geografia ospedaliera nell’isola. È lo stesso esecutivo ad annunciare questa consultazione. Quindi una riorganizzazione che prima di andare all’esame del Consiglio regionale, verrà vagliata da chi avrà qualcosa di interessante da dire».
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