Proposte della minoranza, c’è il baratto amministrativo
BOLOTANA. Un regolamento per dare vita al “baratto amministrativo” previsto dal decreto Sblocca Italia e un altro per la concessione degli orti sociali a chi intende lavorarli in conto proprio. Il...
BOLOTANA. Un regolamento per dare vita al “baratto amministrativo” previsto dal decreto Sblocca Italia e un altro per la concessione degli orti sociali a chi intende lavorarli in conto proprio. Il tutto per venire incontro ai cittadini in difficoltà economiche che, in questo modo, avrebbero, da un parte, l’esenzione o la riduzione delle tasse comunali in cambio di prestazioni di lavoro a servizio della comunità, e, dall’altra, un pezzo di terreno di proprietà pubblica da poter coltivare per uso familiare. Queste, in sintesi, le proposte presentate nell’ultima rione del consiglio comunale di Bolotana dal consigliere dell’opposizione, Mario Bussa, che, su entrambe le questioni, ha messo sul tavolo dell’assemblea civica due ordini del giorno che impegnano il sindaco a dare corpo alle iniziative. «Con il cosiddetto “baratto amministrativo” – spiega l’esponente della minoranza – viene offerta ai cittadini l’opportunità di occuparsi di interventi di pulizia, manutenzione e abbellimento di strade, piazze e aree verdi in cambio di una totale o parziale esenzione dalle tasse imposte dal Comune. Con la concessione in uso gratuito degli orti sociali, invece, si dà la possibilità dal cittadino di coltivare la terra per autoconsumo, incrementando così non solo il sostegno economico a costo zero per le famiglie in difficoltà, ma anche lo sviluppo e la tutela del territorio». Il sindaco, Manconi, ha assicurato che le due proposte saranno presto esaminate dagli organi competenti. In particolare, per dare vita alla due proposte, il Consiglio dovrà definire i criteri attuativi dei provvedimenti con l’indicazione delle esenzioni dai tributi e del periodo di riferimento in caso di lavoro sociale e dei terreni che potranno essere concessi in uso nel caso degli orti sociali. «In entrambi i casi – conclude Mario Bussa – si tratta di forme innovative di politica sociale a favore dei più disagi». (f.s.)
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