A Mulargia l’acqua è di nuovo potabile
Per Abbanoa i parametri sono rientrati nella norma. Gli abitanti: «Ma è sempre torbida»
MULARGIA. Con un comunicato stampa Abbanoa informa che l’acqua che esce dai rubinetti delle case della frazione di Bortigali è potabile e non ci sono sostanze cancerogene. «Le analisi effettuate lo scorso 22 giugno - si legge - confermano il rispetto di tutti i parametri. Inoltre, la frazione è alimentata da una sorgente locale pertanto, provenendo da un terreno argilloso, durante l’inverno è soggetta a fenomeni di torbidità». Ma gli abitanti non credono alla bontà di quell’acqua, e per bere continuano ad acquistare le confezioni in bottiglia. «Sono oltre quattro anni - dice un anziano abitante - che conviviamo con questo problema. Quando piove con una certa intensità, l’acqua della sorgente di “Sa tank’e Antoni Sanna”, che approvvigiona la rete idrica, non si può bere e neppure utilizzare per cucinare». Questo piccolo centro, che oggi conta una settantina di abitanti, negli ultimi trent’anni ha subito un processo, graduale ma irreversibile spopolamento. «Siamo abbandonati da tutti - dice una signora allargando le braccia -. Di noi si ricordano solo per le elezioni». Settanta abitanti, solo cinque bambini. I servizi quasi del tutto assenti: il medico viene una sola volta la settimana, stesso discorso per il sacerdote che arriva la domenica mattina per celebrare la messa. L’unico negozio, che fungeva anche da edicola e tabacchino, era gestito da una signora, che, con i suoi novant’anni di età, ha pensato bene di chiudere per godersi il meritato riposo. I pochi abitanti rimasti non credono alla bontà dell’acqua della rete, e continuano ad approvvigionarla nei supermercati di Bortigali e di Macomer, distanti circa sei chilometri. Per cucinare, invece, la prendono dalla fonte del vecchio lavatoio, che si trova a qualche centinaio di metri dal paese. (p.m.)
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