Servizi comunali: all’appello mancano oltre 250mila euro
Macomer, gli introiti Tasi non bastano a coprire le uscite Il Comune lima le spese e non applicherà nuovi aumenti
MACOMER. Fino a pochi anni fa il cittadino li pagava indirettamente con altri tributi e il costo era in parte coperto dai trasferimenti di Stato e Regione. La pubblica illuminazione, manutenzione stradale che il Comune riesce a fare con le risorse di cui dispone, il riscaldamento delle scuole e degli uffici comunali, il verde pubblico, tutti i consumi idrici ed energetici dell’ente e altri servizi oggi sono a carico dei cittadini che li pagano con la Tasi, il tributo sui servizi indivisibili che si è aggiunto all’Imu. Secondo la previsione dei conti del Comune, nel 2015 i servizi indivisibili dovrebbero costare 1.521.445,97 euro.
Si tratta, naturalmente, di una previsione di spesa sulla quale si lavora di lima per cercare di ridurre i costi. Il gettito della Tasi stimato per il 2015, infatti, è inferiore alla spesa prevista: 1.279.829,95 euro, per cui mancherebbero circa 250 mila euro. Questo non significa che i cittadini saranno chiamati a pagare di più. Per l’anno in corso l’aliquota non sarà aumentata. Col saldo di novembre non ci saranno conguagli Tasi al rialzo che avrebbero alimentato il malcontento non del tutto sopito che al momento dell’istituzione della tassa suscitò le proteste dei contribuenti.
Nel 2015 a Macomer la Tasi sarà applicata con le stesse aliquote del 2014. L’aliquota ordinaria, che vale per tutte le abitazioni, è confermata al 2,5 per mille. Per i fabbricati rurali strumentali all’attività agricola, cioè la case di campagna che servono per l’attività del fondo, si applica l’aliquota dell’1 per mille. Tasi scontata anche per alle attività commerciali e artigianali svolte in locali che si affacciato su vie interessate da lavori pubblici che durano per più di sei mesi. Su questi immobili sarà applicata l'aliquota dell’1 per mille.
Con la Tasi si pagano tutti i servizi che non possono essere caricati sul singolo cittadino che ne fruisce. L’illuminazione pubblica è pagata con questa tassa. Lo stesso vale per il riscaldamento dei caseggiati delle scuole dell’obbligo e delle scuole materne, che sono di competenza del Comune, la segnaletica stradale, la manutenzione delle strade e altri servizi per i quali l’amministrazione di Macomer spende complessivamente più di un milione e mezzo di euro. I consumi di energia elettrica per l’illuminazione pubblica e gli immobili comunali sono la voce più importante di spesa, che ammonta a 466.500 euro. Costano di meno la manutenzione ordinaria delle strade, la segnaletica stradale e le altre manutenzioni eseguite su immobili e impianti, 359.806,65 euro, interventi che sono comunque la seconda voce di spesa dei servizi indivisibili. Le fontanelle pubbliche a Macomer sono scomparse, ma i consumi idrici hanno un costo ancora alto: 71.500 euro. Anche su questi si cerca di limare per ridurli ancora. La manutenzione dell’illuminazione pubblica costa invece 56.150 euro. Per le potature e gli sfalci il comune spende 95.000 euro e per riscaldare gli edifici pubblici nella stagione invernale ne spende 140.000. Costa anche la lotta al randagismo, 68.000 euro, mentre per realizzare le fasce parafuoco al monte si spendono 17 mila euro e altri 15 mila per la protezione civile.
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