Il tribunale dà ragione al geometra Farris
Lodè, il tecnico comunale è stato subito reintegrato al lavoro dai giudici del riesame di Sassari
NUORO. Un’odissea da dimenticare quanto prima, una parentesi da mandare subito in archivio. Tant’è vero che il geometra Francesco Farris ha già ripreso a lavorare sereno nel suo ufficio di sempre, nel palazzo municipale al numero 8 del corso Villanova. I giudici del tribunale del riesame di Sassari, infatti, gli hanno dato pienamente ragione, annullando l’ordinanza emessa il 5 giugno scorso dal Gip del tribunale di Nuoro con la quale il responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Lodè veniva inizialmente sospeso dal lavoro per sei mesi. «Non ravvisandosi la sussistenza di gravi indizzi di colpevolezza, ai sensi dell’art. 273 c.p.p., l’ordinanza impugnata deve essere annullata con il conseguente venir meno della misura interdittiva disposta dal predetto provvedimento» scrivono i magistrati Marina Capitta (presidente), Cristina Fois (giudice) e Cristina Arban (giudice relatore) della sezione penale del tribunale di Sassari. Indagato per una presunta irregolarità di assegnazione di una gara d’appalto (finita nelle maglie di una serie di intercettazioni telefoniche e che vede indagati anche il sindaco di Burgos Salvatore Arras e il vice sindaco di Lodè Luigi Deffenu), Farris (difeso dall’avvocato Giuseppe Malandrino) esce dalla scena in quando «si reputa che gli elementi emersi dalle indagini rispetto alla contestata turbativa d’asta forniscano alcuni elementi indiziari che tuttavia, allo stato e fatto salvo ogni ulteriore accertamento istruttorio anche in relazione alla documentazione amministrativa, non appaiono sufficientemente gravi ai fini dell’emisione di una misura cautelare». L’analisi della normativa in vigore e dei documenti amministrativi legati al bando sotto esame, relativo alla manifestazione di interesse per la sistemazione di una strada rurale in agro del Comune di Lodè, infatti, dà ragione al responsabile dell’ufficio tecnico Francesco Farris (che tra l’altro, l’ordinanza del Gip di Nuoro assegna, con un evidente errore materiale, al Comune di Burgos), secondo il quale «l’affidamento in questione avrebbe potuto anche essere assegnato senza gara, in via diretta, trattandosi di lavori di importo complessivoi inferiore ai 50mila euro, come in effetti previsto dall’articolo 125, comma 7, del codice degli appalti». L’ipotesi accusatoria, insomma, si ridimensiona a tal punto da cadere come un castello di sabbia.
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